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2014 l’anno di Pinterest?

Ci siamo già occupati in altri articoli di Pinterest, dei vantaggi per l’e-commerce e delle statistiche interessanti su questo incredibile social network visuale che ha conquistato tanti cuori, ma visti gli ultimi dati, dato che qui ci occupiamo dei social media in funzione del marketing e della comunicazione, dobbiamo tornare a parlarne.

Durante il 2013 Pinterest ho mostrato performance incredibili: il traffico “refferal” ai siti, cioè il traffico che dalle reti sociali arriva tramite link alle pagine web, di Pinterest è rispettivamente 12,5 e 14 volte superiore che Facebook e Twitter! Un dato sconcertante se si pensa che mentre Facebook e Twitter si mostrano come un flusso verticale di aggiornamenti testuali e/o grafici accompagnati da link che nel caso di Facebook mostrano addirittura un’anteprima della pagina, su Pinterest si tratta di visualizzare immagini con brevi didascalie ed i cui link non hanno effetto se non si va oltre la home o i boards e non si clicca sull’immagine per ingrandirla e per poi arrivare, con un ulteriore click, alla pagina web linkata.

E ritornando al discorso e-commerce che abbiamo toccato altre volte, fa bene ricordare che nel 2013 l’utente medio di Pinterest spendeva 179$ in media, contro i 69$ di Twitter e gli 80$ di Facebook. Si tratta di guadagni potenziali che quindi superano il doppio della performance migliore di altri social network (Facebook).

Con questi dati non ci vuole molto a capire che al momento non c’è nessuna rete sociale capace di offrire un ROI maggiore.

Si è parlato per anni di Facebook e delle sue potenzialità per il marketing, e così di Twitter, ma un social molto più giovane ha superato il potenziale dei fratellastri maggiori. In termini di investimento di tempo e denaro Pinterest può garantire guadagni migliori, sia di traffico diretto al sito, sia di vendite, almeno secondo quanto misurato negli States. Certo in Italia ancora siamo indietro, mancano studi specifici per il Belpaese ma ad occhio si può fare una previsione sulla crescita: quanti di vi erano iscritti a Pinterest nel 2012, anticipando i tempi rispetto ai suoi amici ed ha collegato il profilo a Facebook riceve adesso tante notifiche email di amici che entrano su Pinterest? A me capita almeno con una ventina di persone al mese mentre per tutto il 2012 e per parte del 2013 su Pinterest c’erano una decina di persone che conoscevo e che erano entrate su Pinterest magari dopo un mio consiglio. Quindi sembra che anche in Italia ci sia una diffusione e Pinterest si espande, e ci sono utenti che “migrano”, alla ricerca di un social network che dia più valore alle proprie condivisioni e si allontani dal complimento sui selfie e dal pettegolezzo o sfottò tra amci.

La partita di Pinterest quindi è ancora tutta aperta, e non si sa quali novità ci aspettano: c’è chi dice che prima o poi finirà sotto le mani di Google (che deve recuperare lo smacco di essersi fatto soffiare Whatsapp da Zuckerberg), c’è chi spera che rimanga sempre un social network indipendente ed alternativo che offre  di per sé una certa tutela della Privacy (dato che lo spazio per i dati e foto personali è limitatissimo). Tante però sono le “feature”, cioè le caratteristiche che ancora mancano a Pinterest per renderlo più funzionale ed aprirlo ulteriormente grande pubblico, in primis la possibilità di ordinare i Pin all’interno delle board, che è una gravissima mancanza per un social di questo tipo, e chissà se verrà aggiunta una serie di filtri per il fotoritocco allo stile di Instagram che potrebbe invogliare molti utenti ad usarlo più attivamente rendendo anche l’attività di Re-pin qualcosa di più personalizzabile…

Una cosa è certa: il sorpasso di Pinterest sugli social network per l’utilità nel social media marketing insieme alla sua crescita ed all’eventuale aggiunta di nuove caratteristiche potrebbero fare del 2014 l’anno di Pinterest.

 

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. plus.google.com/+VincenzoRomanoB

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