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Ambiente, etica ed esperienza vincono come mix strategico nel Social Media Marketing [case study]

Ambiente, etica ed esperienza vincono come mix strategico nel Social Media Marketing [case study]

Cosa hanno a che fare il marketing etico, il social media marketing, il marketing esperienziale e quello territoriale con il titolare di un bed and breakfast Gargano? Prima di arrivare a parlare del protagonista di questa storia vorrei analizzare un attimo le correlazioni esistenti con le branche di marketing sopra citate.

Quando parliamo di fare social media marketing, c’è ancora il modo di pensare all’utilizzo dei social media come strategia facente parte dell’intero mix comunicazionale aziendale. In sostanza molti manager e imprenditori pensano che avere una presenza solida nei social media, pubblicare contenuti e aggiornamenti nel blog e rispondere ai commenti, sia già di per se una strategia innovativa che si sta applicando. In realtà però non lo è. Approdare sui social è solo l’inizio di un lungo viaggio verso il rapporto migliorativo con i propri clienti, ma i social restano comunque dei canali attraverso cui veicolare la comunicazione; certo, rendono possibili meccanismi virali mai visti prima che amplificano il messaggio in modo esponenziale, ma pur sempre dei canali restano.

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La strategia innovativa di marketing non è dunque quella di essere sui social, bensì ciò che viene trasmesso e comunicato su di essi, il modo in cui lo si fa. I fenomeni sociologici emersi in concomitanza con l’avvento e la diffusione dei social media sono sostanzialmente stati i seguenti:

Aumento della disoccupazione per via dell’ultima recessione economica

Questa si è ripercossa sul consumatore, aumentandogli la soglia di attenzione al prezzo e all’acquisto di beni e servizi. Ora si acquistano i beni di prima necessita ma si fa più attenzione alla marca e l’economicità della stessa è preferita come scelta rispetto alla marca nota e meno economica. Per i beni di lusso, il cui costo ha un peso più rilevante e la scelta richiede più tempo, si cercano sempre più informazioni, pareri e consigli dai propri simili, affinché il bene poi acquistato risponda alle reali aspettative.

Aumento dei problemi legati all’ambiente, all’effetto serra, all’inquinamento delle industrie e alle calamità naturali.

Sul consumatore ciò si ripercuote sulla sua sensibilità. Siamo consapevoli rispetto al passato, che se continuiamo cosi, di questo passo finiremo con l’estinguere le nostre risorse e il nostro benessere si ridurrà drasticamente. Nasce cosi il consumatore etico ed ecologico, attento ai materiali con cui vengono realizzati prodotti e servizi, che puntano sempre più a premiare quelle aziende la cui filiera di produzione è controllata, che devolvono parte del ricavato in azioni di rivalutazione ambientale o che utilizzano materie prime riciclate nei processi di produzione. Il consumatore è diventato sensibile e adesso tra un’industria a carbone e una alimentata da pannelli solari sceglierà la seconda.

Ricerca di autenticità e di territorialità.

Altro fenomeno emerso negli ultimi anni è quello del consumatore nostalgico. Il consumatore che, assillato dal lavoro frenetico nelle metropoli e negli uffici, dal fast food e dalle svariate tecnologie che ci costringono sempre più al multitasking e alla mobilità continua, ha quasi la voglia di tornare indietro nel tempo e rivivere esperienze legate al proprio passato. Diventa a tutti gli effetti nostalgico del proprio vissuto. Ciò si ripercuote con la riscoperta di prodotti appartenenti alle tradizioni del passato, che vengono rivalorizzati e riscoperti. Ma la novità qual è? Che il consumatore moderno, preferisce consumare il prodotto o il servizio all’interno del luogo d’origine di produzione e invenzione, quasi assemblandosi all’interno dell’immaginario artistico, come se volesse vivere un esperienza memorabile da raccontare poi a propri amici e rivivere con foto e video.

Un consumatore sempre più attento alle proprie scelte di acquisto

Grazie allo sviluppo degli strumenti del web partecipativo, ma anche al costante adeguarsi degli algoritmi dei motori di ricerca ai trend, il consumatore moderno ha a disposizione sempre più opportunità per smascherare quelle aziende che promettono oro e vendono fumo. Le piattaforme e i social media partecipativi di rating e recensioni di prodotti, servizi, luoghi od esperienze, aumentano ogni giorno a vista d’occhio e ora si può benissimo, salvo fatta eccezione per il fattore “gusto”, effettuare un acquisto più mirato e più consapevole dopo aver raccolto una serie di opinioni umane e diversificate dai vari canali a disposizione.

Veniamo ora al nostro soggetto in questione e al perché è collegato a quanto ho scritto sopra. In rete si è già parlato più di una volta di lui, mi riferisco a Giuseppe Romondia, titolare del Pizzicato Eco B&B. Giuseppe è sicuramente uno dei piccoli imprenditori italiani più attivi sui social network. Probabilmente nel settore turistico, è il soggetto più attivo. Potremmo definirlo un social media manager, ma è anche il gestore del B&B e della famosa e storica gelateria che porta il medesimo nome, a Vico del Gargano.

Al di la della bravura e dell’empatia che Giuseppe dimostra giornalmente nel conversare con i propri utenti che potrebbero convertirsi in potenziali clienti, il suo modo di conversare sui social non è mai troppo autoreferenziale: con i suoi account prende parte alle conversazioni nel web, sia su facebook che su twitter, anche su temi e argomenti che hanno poco a che fare col turismo, apportando, da semplice utente, i propri pareri e considerazioni. Ma ciò che mi ha più colpito di lui è il modo che ha di fare marketing, al di la del semplice uso dei social. Il suo obiettivo è quello di far vivere delle vere e proprie esperienze alle persone, che li catturino da quando sono utenti, attraverso i social media, fino a quando diventano clienti, e anche successivamente alla fine dell’esperienza, quando diventano veri e propri buzzers.

L’esperienza col Pizzicato B&B parte da Twitter o Facebook;  lui è talmente presente che se sei su Twitter ti può capitare di notarlo e entrarci in contatto. Se finisci sulla landing tab della sua pagina Facebook hai subito bene in mente chi è e cosa ti offre: ti invita a entrare in contatto con lui mettendo il “like” alla pagina e in cambio ti offre un bio aperitivo di benvenuto e un’escursione sul Gargano pagando solo con un tweet, entrambi da usufruire durante il soggiorno. Ma è proprio l’esperienza di consumo del soggiorno che è emozionante in se: il team ti accoglie calorosamente e si dimostra disponibile da subito consigliandoti di visitare i posti più belli nelle vicinanze e come se non bastasse, ti consiglia di provare le loro produzioni artigianali, che vanno dai gelati rinomati come prodotti d’eccellenza, alle marmellate e agli ortaggi sott’olio. Oltre a questo sul sito web ha predisposto una pagina dedicata a motivare quell’”ECO” che appare prima della sigla “B&B” elencando i vari motivi per cui lo definisce ecologico.
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Potete poi leggervi la carta di qualità, che spiega il loro modo di essere vicini al cliente, prima durante e dopo il soggiorno, facendolo sentire “come se fosse a casa sua”. E se sarete soddisfatti o avrete riscontrato qualcosa che non va, lui vi chiederà comunque di lasciare una valutazione e una recensione, motivo per cui avere i feedback dei clienti è sempre un ottimo modo per migliorarsi. L’esempio del B&B è magistrale, perché, facilitato anche forse dall’essere una piccola attività, riesce a catalizzare attraverso i canali social, un insieme di strategie che raccolgono diversi filoni del marketing post moderno, dall’esperienziale-emozionale, al territoriale col rispetto dell’ambiente e l’occhio all’ecologia, al marketing tribale introdotto da Cova, sino anche a puntare al marketing tradizionale con un occhio agli affari che comunque si traduce con una convenienze di prezzo per i clienti. Questo è l’esempio dell’ottimo uso dei canali social per il marketing: questo è uno di quei casi che fanno parlare di se non solo perché l’azienda è presente sui social, ma per il modo in cui lo sono e per quello che comunicano. Ho chiesto a Giuseppe se dopo alcuni mesi di gestione dei social in ottica di marketing conversazionale riesce a vedere i primi risultati e mi ha detto che dal sito web, la metà di richieste di informazioni e prenotazioni derivano dai social, attività che riesce a misurare dal sito web chiedendo all’utente da quale canale è venuto a conoscenza del bed and breakfast.

Date un’occhiata al sito, al modo di Giuseppe di relazionarsi con gli utenti e provate il soggiorno a Vico del Gargano e forse vi accorgerete di vivere anche voi un’esperienza.

Approfondisce il Web Marketing e i social media da tempo. Dopo una laurea in Marketing a Urbino, ed un Master in "Tecnologie Innovative della Comunicazione", al momento è CEO di WebInFermento e si occupa di posizionamento nei motori di ricerca (SEO) e di consulenze di Social Media Marketing.

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