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Dopo aver introdotto le nuove strategie politiche americane sui social media ed aver mostrato l’approccio del ministro dell’istruzione su Youtube, passiamo a Facebook. Il social network è stato letteralmente invaso dagli italiani negli ultimi mesi e quindi anche dalla politica. Ovunque si vada ogni pretesto è buono per parlarne (e forse è stato questo il suo successo ma anche il motivo per cui molti lo odiano).

Renato Brunetta su Facebook. Pagina fan.

Renato Brunetta su Facebook. Pagina fan.

La facilità nel condividire emozioni, foto contemporanee e più datate, la volontà di ritrovare vecchi amici ed un’interfaccia che quasi si fa dimenticare, hanno fatto di questo social network il più adoperato degli ultimi mesi.

Si sa, quando la piazza è piena i mercanti sono felici ed i politici corrono a stringere mani (la tanto amata politica di una volta, sigh!). Eccoli quindi replicarsi virtualmente su questo social network che con la piazza ha moltissime cose in comune. Amici che vanno e vengono, ci dicono qualcosa che possono sentire anche altri, ci fanno regali che vedono anche altri e ci danno consigli che possono essere utili a molti. Tutto alla luce del sole.

Ma i nostri amati politici (perdonate il sarcasmo) non scendendo più sulla piazza reale dai tempi di Berlinguer ed hanno dimenticato come si discute in maniera bi o multidirezionale, continuando ad applicare quelle logiche “top down” che li hanno resi parte di una casta, anche sulla piazza virtuale.

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