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Web 2.0 Tag

Il termine Felicità interna lorda o FIL è stato coniato dal Re del Bhutan nel 1972. Vi invito intanto a leggere qualcosa anche su Wikipedia, visto che studi mettono in risalto il contrasto con gli obiettivi della società occidentale ed anche con il PIL.

Questo termine è ora utilizzato da Facebook per calcolare in modo algoritmico parole utilizzate in lingua italiana, olandese, inglese, tedesca e spagnola.





I social media sono strumenti offerti dalla nuova tecnologia che si caratterizzano appunto per la loro capacità di essere “social”, ossia di sviluppare relazioni tra persone anche distanti tra loro, di condividere opinioni, pensieri e contenuti multidimediali, e di riutilizzare e personalizzare gli stessi per fare in modo che questi diventino utili a più persone possibile.

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effetto boomerang nei social media

Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.

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Ma quali sono alla fine i rischi e le insidie che si nascondono dietro l’angolo? Perché molte aziende evitano ancora oggi (soprattutto in Italia) di lanciarsi in questa attività o se lo fanno, si limitano ad investire in questa strategia solo parzialmente? Il vero problema è dato dal cosiddetto effetto boomerang.

L’effetto boomerang è quanto più rischioso può accadere con una strategia di social media marketing implementata in malo modo, con poca attenzione o peggio ancora, con alla base un prodotto/servizio scadente o di bassa qualità promosso. Ormai sappiamo che il social media marketing ha alla base il Marketing Conversazionale, che ha il suo fulcro nel buzz (passaparola) e che se vogliamo, è l’evoluzione più recente del Marketing Relazionale, il primo filone di pensiero socio-economico che poneva il consumatore al centro della strategia di definizione di un prodotto-servizio coinvolgendolo nella realizzazione dello stesso. In questo tipo di strategia quindi, ciò che conta è cosa il consumatore pensa di un’azienda, di un prodotto o di un servizio: se matura un bisogno e lo trasforma in acquisto, egli testerà il prodotto e a secondo della soddisfazione o meno del proprio bisogno e delle proprie aspettative, produrrà un feedback che farà circolare tramite il passaparola, che in genere tenderà poi a propagarsi ad effetto virale.

Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network presenti adesso. Alcune imprese hanno saputo andare più avanti, cogliendo al balzo le sfide e le opportunità proposte dall’avvento delle ICT e del web 2.0, capendone il significato, le regole competitive e le prospettive di vantaggio che il loro utilizzo apporterebbe, riuscendo così ad innovare; e cosa significa innovazione se non sfruttare le tecnologie a disposizione per apportare qualcosa di nuovo in un settore in cui si opera?

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Oggi nessuno di noi può negare l'evidenza empirica che segna la presenza diffusa di numerosi social network sul web, l'affermazione di alcuni su altri, la loro differenziazione per categorie di interessi o per caratteristiche socio-demografiche dell'utente e la progressiva introduzione di nuove tecniche di comunicazione "virale" che nella maggior parte...

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