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Author: Jose Gragnaniello

Chiedo scusa, anche ad Enzo e Domenico, ignari di questa mia iniziativa se occupo questo canale per parlare di qualcosa non proprio attinente.

Ma il caso merita diffusione mediatica per più motivi.

Sommario

Come avrete visto dal video, Bruno Vespa consiglia vivamente agli studenti in sala di non iscriversi a Scienze della comunicazione. Monta la polemica, nasce l’immancabile gruppo su Facebook con più di mille iscritti e si riesce a far reagire il preside Morcellini con questo video. Sono stato volutamente stringato, chi vuole approfondire può guardare la pagina del gruppo che ho linkato sopra in modo da farsi un’idea migliore.

Ciò che mi preme dire riguarda tre cose: chi è studente di Scienze della comunicazione, il modo in cui è stata gestita la facoltà di Roma e Bruno Vespa. Premetto che non sono mai stato uno studente modello, accademicamente parlando, ma chi mi conosce può testimoniare il mio smodato amore per la comunicazione a 360° (motivo per cui è nato questo blog).

Dopo aver introdotto le nuove strategie politiche americane sui social media ed aver mostrato l’approccio del ministro dell’istruzione su Youtube, passiamo a Facebook. Il social network è stato letteralmente invaso dagli italiani negli ultimi mesi e quindi anche dalla politica. Ovunque si vada ogni pretesto è buono per parlarne (e forse è stato questo il suo successo ma anche il motivo per cui molti lo odiano).

Renato Brunetta su Facebook. Pagina fan.

Renato Brunetta su Facebook. Pagina fan.

La facilità nel condividire emozioni, foto contemporanee e più datate, la volontà di ritrovare vecchi amici ed un’interfaccia che quasi si fa dimenticare, hanno fatto di questo social network il più adoperato degli ultimi mesi.

Si sa, quando la piazza è piena i mercanti sono felici ed i politici corrono a stringere mani (la tanto amata politica di una volta, sigh!). Eccoli quindi replicarsi virtualmente su questo social network che con la piazza ha moltissime cose in comune. Amici che vanno e vengono, ci dicono qualcosa che possono sentire anche altri, ci fanno regali che vedono anche altri e ci danno consigli che possono essere utili a molti. Tutto alla luce del sole.

Ma i nostri amati politici (perdonate il sarcasmo) non scendendo più sulla piazza reale dai tempi di Berlinguer ed hanno dimenticato come si discute in maniera bi o multidirezionale, continuando ad applicare quelle logiche “top down” che li hanno resi parte di una casta, anche sulla piazza virtuale.

Ciò che il social media marketing dovrebbe rappresentare per tutti (utenti, aziende e società di comunicazione) è una nuova visione e un un nuovo modo di fare marketing. Nuovo perché se il marketing è persuasione, il social media marketing è conversazione. E c'è da stare attenti anche alla conversazione che, al minimo,...

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