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Come ottenere il massimo dai tuoi contenuti visual

Lo so, hai letto con cura tutti gli articoli dedicati alla creazione di una content strategy. Ora sai tutto sull’argomento, e la conclusione è semplice: non si vive di soli articoli, non si va avanti puntando solo sulla scrittura.

Gli utenti sono avidi di contenuti, vogliono di più. Vogliono sfogliare pagine e pagine di un e-book scaricato dal tuo blog, vogliono leggere articoli, vogliono guardare video. E vogliono che le immagini facciano parte di un’esperienza comunicativa degna di questo nome.

visual

Le persone comunicano attraverso le immagini, e anche tu devi farlo: anche la tua content strategy deve comunicare attraverso il visual. Facile? Non proprio.

Molti credono che sia sufficiente allegare una foto presa su Google per essere felici. In primo luogo questa soluzione non è legale: ci sono dei diritti da rispettare. Poi devi dare spazio a mille dettagli per ottenere il massimo. Io ne ho selezionati cinque.

1. Collegamento semantico

Sai cosa succede quando inserisci un’immagine in un post, quando condividi una foto su Facebook o Twitter, quando carichi un contenuto visual su Google Plus? Crei un collegamento di significato tra quello che scrivi e quello che mostri. O meglio, stai tentando di creare un collegamento.

Spesso, infatti, quello che mostri si trova a una distanza siderale da quelli che hai scritto. Motivo? Hai scelto un’immagine seguendo solo l’estetica, solo il tuo gusto personale. È bella, certo, ma rappresenta quello che hai scritto?

L’immagine riassume il significato dell’articolo? Racchiude un dettaglio capace di fare da ponte tra il lettore e il contenuto? Spesso l’immagine è il primo elemento percepito dal lettore: non perdere una buona occasione per comunicare.

2. Arricchisci

Ci sono decine di siti che offrono immagini gratuite. Alcuni hanno una licenza Creative Commons zero, ovvero completamente libera e senza obblighi; altri esigono un’attribuzione della fonte. In ogni caso le immagini per il tuo blog e per i social si trovano facilmente, soprattutto se usi questo motore di ricerca: The Stocks (fonte della foto CC0).

Puoi anche arricchire e trasformare le immagini, magari le puoi usare per dare risalto a un messaggio o per riportare una citazione capace di racchiude il tuo pensiero. Le immagini libere, senza obblighi di copyright, sono tali perché possono essere modificate a tuo piacere: io ti suggerisci di usare Picmonkey e Canva. C’è sempre Photoshop per i più esperti, ma questi tool sono semplici e immediati: in pochi click hai creato un’esperienza visual completamente nuova.

3. Condividi solo il meglio

Discorso ampio. Quando decidi di condividere un contenuto visual su blog e social devi partire da una domanda: sto dando il massimo a chi mi segue? Questa domanda si scompone in altri interrogativi:

  • Hai rispettato le dimensioni delle piattaforme? Ogni social permette di caricare immagini secondo delle dimensioni ben precise. Rispettarle vuol dire sfruttare ogni pixel a disposizione per veicolare il tuo messaggio.Questa infografica è del giugno 2014 e racchiude tutte le dimensioni dei social: credo che sia la più aggiornata. 
  • L’immagine è qualitativamente impeccabile? Luce, saturazione, contrasto colore: questi elementi possono fare la differenza anche su una foto mediocre. Ma non esitare a prendere decisioni drastiche: cestina le immagini sfocate e sgranate.
  • Attenzione alle immagini stock. Quando il visual gratuito non basta ti rivolgi ai servizi di immagini stock che vendono a prezzi più o meno convenienti immagini per qualsiasi progetto. Unico problema: spesso queste immagini sono completamente insensate, banali, caratterizzate da uno stile anonimo. Valuta bene cosa acquisti.
  • Sfrutta tutti i punti a tuo favore. Su Twitter puoi modificare (da mobile) le immagini e caricare anche gif; su Google Plus hai a disposizione una piattaforma di editing completa, di un tool per aggiungere citazioni e frasi in stile meme e puoi caricare le gif (a proposito, ecco un tool per creare una gif partendo da un video Youtube). Su Facebook per ora non puoi fare niente di tutto questo: puoi caricare un’immagine o un video, ma non puoi modificare. Al massimo puoi scegliere quale immagine mostrare nell’anteprima link.

Attenzione, infine, ai diritti d’autore. Condividere senza citazione un’immagine con una licenza che non ti permette di farlo è un errore: rischi una figuraccia se non riporti l’autore della foto nel post.

4. Un mondo di infografiche

Le infografiche sono uno strumento molto utilizzato per riassumere in un’immagine accattivante dei dati che, molto probabilmente, annoierebbero gran parte dei lettori del tuo blog. 

Le infografiche sintetizzano, attirano l’attenzione, presentano numeri in modo elegante e simpatico. Sono ottimi strumenti di comunicazione, e hanno un buon potenziale in termini di viralità. A patto che siano strutturate e realizzare con cura. Ci sono diverse strade per creare un’infografica:

  • Con un programma di fotoritocco.
  • Con un modello prestabilito.
  • Con un tool online.

Gli ultimi due punti sono dedicati a chi non ha dimestichezza con Photoshop. I risultati non sono il massimo, ma puoi comunque realizzare ottime infografiche con queste soluzioni. Ti consiglio i modelli di Hubspot e i tool selezionati da Hongkiat. 

I programmi come Photoshop ti permettono di lavorare a 360 gradi e senza limiti di dimensioni o forme. Non è un lavoro adatto a tutti: se non hai le competenze e il tempo necessario per creare una buona infografica devi passare il lavoro a un professionista.

Questo vale anche per l’aspetto SEO. Spesso le infografiche sono state utilizzate come embedded per meccanizzare il processo di inserimento nelle pagine web. Questo vuol dire nuovi link in arrivo, ma anche un’attenzione particolare (e non positiva) da parte di Google. Per questo è meglio chiedere il parere di un SEO esperto quando vuoi lavorare con le infografiche.

5. Non per forza

Un concetto incrociato durante l’intervento di Valentina Falcinelli al Webreevolution 2014: le immagini non sono obbligatorie. Non devi inserire per forza un’immagine in un post o in una pagina web, e soprattutto non devi farlo quando il contenuto visuale non rappresenta il testo nel modo giusto.

 

 

Qualità dell’immagine e del commento semantico sono aspetti essenziali: se mancano è meglio riflettere un attimo sulla necessità di aggiungere un’immagine. Un contenuto visual inutile – soprattutto se pescata da uno stock e ritrae due mani che si incontrano – distrae la lettura, impedisce all’occhio di procedere verso concetti importanti: diventa un ostacolo, ecco.

Il potere delle immagini

Lavorare con le immagini non è semplice: puoi comunicare molto attraverso una buona combinazione di linee e colori, ma puoi anche fallire su ogni punto e investire risorse senza ottenere risultati. Tu hai già iniziato a investire nei contenuti visual? Stai rispettando i punti elencati? Lascia la tua opinione nei commenti.

Ciao, sono un webwriter e un blogger freelance. Mi occupo di Social Media Marketing e di scrittura online, pubblico ogni giorno opinioni e consigli per aziende che vogliono migliorare la propria attività online.

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