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Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla

Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla

Partendo dal presupposto che non ci sono parametri e metriche certe e garantite alla base della buona riuscita di una strategia di social media marketing, ho riflettuto in questi giorni su quale possa essere il modo più efficace per “ottimizzare” la comunicazione nei social media.

Prendo in prestito dalla Seo il termine ottimizzazione per legarmi alle modalità comportamentali da seguire, nella gestione di una campagna di social media marketing, che dovrebbero in teoria aiutare a trasmettere un messaggio e a renderlo virale, che è poi l’obiettivo primario un po’ di ogni azione implementata nel social web.

Si può parlare di “Social Communication Optimization“? Secondo me si, e i fattori da considerare non sono tecnici, non sono tecniche di seo, grafiche e layout all’ultimo grido, coupon di sconti al 70% regalati (almeno non solo quelli!) o i tantissimi amici di una pagina fan di Facebook, ma sono delle piccole regole comportamentali che chiunque di noi segue già nella vita reale di tutti i giorni (o almeno dovrebbe 😉 ) e che non deve fare altro che applicare nel social web.

Ecco i miei 5 punti forti:

  • essere onesti: l’onestà viene prima di tutto! E’ meglio non spacciare ad esempio gli orologi che si vendono, come resistenti all’acqua, se poi non lo sono. I social media non faranno altro che amplificare il modo in cui si sono presi in giro gli utenti.
  • essere “friendly: nel social media marketing, come nell’era del Web 2.0, i toni sono cambiati: toni poco formali, vicinanza al cliente e pianificazione collaborativa delle attività sono alla base di ogni Social Media Plan;
  • intercettare il target del messaggio: vanno creati e diffusi messaggi per target e ogni markettaro sa che oggi è meglio puntare a una nicchia di utenti veramente interessati a quello che si propone e che hanno in se la capacità di “starnutire” e di diffondere a loro volta il messaggio in modo virale, che puntare in maniera indiscriminata ad una massa di utenti non profilata.
  • riuscire a divertire: se un grande brand che per anni era abituata a toni istituzionali, e comunicazioni poco social si permette di scherzare e fare dell’umorismo o adotta l’uso dell’emoticons nei suoi messaggi, non perderà mica clienti, semmai apparirà più vicina a loro e più umana e meno una mera fabbrica di denaro.
  • emozionare, emozionare, emozionare: questo concetto è ormai ribadito da un po’ di tempo ed è forse anche il più difficile da ottenere. Stupire non riesce a tutti e spesso si riesce a stupire quando meno si aspettava di riuscire a farlo. 🙂 Ad ogni modo, vale sempre la pena di provarci.

Ricordiamoci infine che dobbiamo apparire alla gente come quello che comunichiamo; riuscire ad essere credibili è la sfida più importante da superare nella comunicazione di social media marketing.

 

Approfondisce il Web Marketing e i social media da tempo. Dopo una laurea in Marketing a Urbino, ed un Master in "Tecnologie Innovative della Comunicazione", al momento è CEO di WebInFermento e si occupa di posizionamento nei motori di ricerca (SEO) e di consulenze di Social Media Marketing.

  • Perfettamente d'accordo sui punti e sull'aspetto dell'identità coerente in rete, di cui anche io ho parlato (http://webspecialist.wordpress.com/2009/07/07/i…).
    Mi piace sottolineare il ruolo fondamentale dell'ascolto, sia prima di niziare (bisogna sapere bene che si dice su di noi) sia durante le attività. Le aziende sono abituate a parlare e non sono dunque ancora inclini a ascoltare.

  • Aggiungo la “coerenza” nei comportamenti online e nell'identità.

    Le promesse vanno sempre mantenute, anche e soprattutto quelle comunicative trasversali nei vari social!

  • valeria_p

    Non mi trovo molto d'accordo con gli utlimi due punti “riuscire a divertire” ed “emozionare”. Credo, infatti, che non ci sia una regola a priori in questi casi ma che dipenda tutto dall'obiettivo che l'azienda/brand si pone.
    Un esempio per spiegarmi meglio: il servizio di aggiornamento e interazione in tempo reale dell'ATAC (azienda trasporto pubblico di Roma) su Twitter. Trovo che sia un uso aziendale di Twitter che fornisce davvero un valore aggiunto agli utenti eppure non diverte e tanto meno emoziona… però funziona! 😉

  • Ciao Valeria, potresti aver ragione, potresti!
    @atacmobile su twitter fa un lavoro molto buono non solo perché dà informazioni ma anche perché quando domandi qualcosa o bestemmi per un ritardo ti risponde.
    La risposta suscita in te un'emozione, perché ti fa sentire più vicino e ti fidelizza.
    Se non rispondesse mai avresti ragione tu, ma avrebbe anche perso fiducia, credito e followers.
    L'interazione è basilare sui social media (a mio modesto parere). Se non interagisci puoi informare bene ma rimarrai sempre una fredda macchina e gli utenti si dimenticheranno di te.

  • Ciao Valeria,
    ti ringrazio per l'osservazione. Ho lasciato quei punti proprio alla fine quasi a seguire un ordine di importanza.

    Ho dato un'occhiata all'account Twitter di Atac Roma e ho notato che svolge egregiamente il suo compito social primario: informare i clienti e rispondere direttamente alle loro richieste.

    Questo è ciò che l'utente o il cliente si aspetta, cioè la soddisfazione dei loro bisogni e delle loro aspettative, rappresentato nel mondo off-line, ad esempio, dalla vendita di un buon prodotto e di un'ottima assistenza post-vendita e nel mondo on-line dall'offerta di un'ottimo servizio informativo.

    Fin qui quindi abbiamo soddisfatto le aspettative che il cliente nutriva verso la nostra azienda e il nostro prodotto/servizio.
    Però oggi è possibile spingersi oltre, andando oltre a ciò e offrendogli quella “qualità percepita” che lui non si attendeva da noi, che lo stupiscono al punto da catturare la sua attenzione e spingerlo a parlarne agli altri.

    Come è possibile ottenere questo? Emozionando e divertendo!

    Come farlo nei social networks? L'inventiva e la creatività sono alla base del tutto, ma per farti un'esempio relativo all'Atac, offrire servizi esclusivi solo ai primi utenti che ritwittano degli slogan o che si iscrivono a una pagina fan oppure organizzare eventi non-convenzionali su facebook, o una galleria di immagini su un canale Flickr in cui si taggano gli iscritti…,ecc.

    Queste semplici azioni, anche se può non sembrare, riescono ad emozionare! 😉

  • valeria_p

    Ciao Jose e ciao Dario, sono assolutamente d’accordo… ma solo per una parte del vostro ragionamento! 😉
    Se, infatti, è vero che la risposta è fondamentale perché per una brand essere su un social media significa interagire con gli utenti, è altrettanto vero che la fidelizzazione non è legata all’emozione ma al fatto che venga messo a disposizione un servizio a valore aggiunto reale.
    In questo caso, quindi, parlerei di “funzionalità” e non di “emozione”.
    Sicuramente ci sono casi in cui l’emozione ha un ruolo maggiore (come alcuni degli esempi di attività possibili per Atac che citate) o assoluto rispetto alla “funzionalità”, questo è indubbio.
    Ciò che dico io è che non si può dire a priori che l’emozione sia indispensabile per creare o ottimizzare la comunicazione sui social media. Dipende dall’obiettivo che una brand/azienda si pone.

  • Ciao Valeria,
    d'accordo con te sul fatto che la fidelizzazione è legata all'offerta di un prodotto/servizio a valore aggiunto. E' anche vero però che il marketing emozionale genera passaparola positivo e porta nuovi clienti (strappandoli anche alla concorrenza) che potranno poi essere fidelizzati.

    Quello che voglio dire è che sempre meglio per ogni azienda avere più clienti da fidelizzare, togliendoli alla concorrenza. Questa è una logica di mercato della competizione tra imprese.
    Se tutte offrono un prodotto-servizio a valore aggiunto, bisogna ricorrere ad altre tecniche per vincere sul piano competitivo, e quello dell'emozionare, se ne si è capaci, può far conquistare clienti nuovi.

    La competizione oggi è altissima, e il diversificarsi proponendo strategie non-convenzionali, come l'emozionare, può portare a risultati che non speravamo di raggiungere.

  • campodimarteforbeginners

    Vi seguo da qualche settimana, ho trovato i vostri articoli interessanti e vostri consigli sul social marketing degli spunti molto utili.Complimenti, a presto.

  • Mastropierro

    Comunicazione e social media marketing: 5 modi per ottimizzarla
    Condivido in pieno quanto detto in questi 5 punti!

    dott. Mastropierro
    passione per il marketing
    http://angeloraffaelemastropierro.blogspot.com/

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