Ci possono essere due diversi casi di problemi di impotenza. Forse non tutto il tempo, anche se uno è cialis acquisto La buona salute è una questione importante che non può essere trascurata a qualsiasi costo. Tuttavia, comprare tadalafil Viagra e il suo particolare modello generico acquistare cialis originale Le relazioni non sono insignificanti per persone, indipendentemente da ciò che accade. acquistare cialis Bene fare del nostro meglio per fornire il tuo farmaco non appena impossibile! Tutto quello che devi fare acquisto viagra cialis Di ciò che viene definito come allenamenti acquisto tadalafil Una Parola di Attenzione Qui ci cialis buy Alcuni non possono negare che questi tre medicinali funzionino bene come comprare cialis La chirurgia vascolare è generalmente accettata come una cura disfunzione erettile. Questa operazione comporta lo spostamento di cialis acquisto svizzera Esercitare regolarmente: Lesercizio regolare dove acquistare cialis
Top

Facebook causa infelicità? La scienza dice di si, ma…

Avevamo già parlato di Happier e dell’ondata di positività che affolla le reti sociali, non solo Happier, nata con questo unico proposito, ma anche Pinterest, che spesso sembra uscire dalle più sfrenate fantasie di una  adorabile casalinga americana anni 50.

Adesso parliamo dell’esatto opposto: l’infelicità causata dalle reti sociali. Non è un caso che se si cerca Happier.com su Google la descrizione dice “Inspired by scientific research“: è vero ci sono diversi studi che avallano scientificamente la teoria che spesso le reti sociali, e sopratutto il grande incriminato Facebook, rendono la vita più dura ed amara.

Due studi in particolare si erano concentrati su Facebook: il primo all’inizio del 2013, di cui erano responsabili Peter Buxmann dell’Università di Darmstadt e Hanna Krasnova dell’Università Humboldt a Berlino con oltre 500 persone coinvolte, si è concluso con l’affermazione da parte degli studiosi che il flusso di informazioni sugli altri che riceviamo attraverso Facebook genera invidia in molte persone, che sono gelose dei successi e della tanta felicità ostentata dagli altri. E come se non bastasse, anche in Paradiso si piange, perché molti “invidiati” invece usano Facebook per simulare una felicità di facciata che realmente non vivono. Insomma il vuoto più totale: chi invidia gli altri felici, in realtà è possibile che stia invidiando qualcuno che è così triste e con una vita così poco soddisfacente che si trova a dover fingere una vita perfetta tramite le reti sociali. E se proprio non fingono, in qualche modo la rete sociale, li spinge ad amplificare ed esagerare le sensazioni e le esperienze vissute.

E se questa ricerca tedesca non vi ha convinti, a fine estate ne è arrivata un’altra giunta a conclusioni simili. Questa volta è stata l’Università del Michigan a coordinare una ricerca pubblicata dalla rivista Plos One della Public Library Of Science. Ethan Kross, dell’Università del Michigan, e da Philippe Verduyn, dell’università di Lovanio sono arrivati ad una conclusione ancora più “forte”: non solo Facebook lega molto bene con invidia, gelosia, solitudine, ma addirittura sembrerebbe che l’uso di Facebook è direttamente proporzionale all’infelicità. Quanto più si usa Facebook meno si è felici.

facebook causa tristezza?

Le prove si troverebbero negli 82 giovani che 5 volte al giorno dovevano valutare le emozioni connesse alle loro interazioni sociali con il risultato che ogni volta questa attività sociale passasse attraverso Facebook c’era una grande incidenza di emozioni negative.

Quindi, cosa facciamo adesso?Le impressionanti possibilità di abbattere limiti di tempo e spazio attraverso la socializzazione online si riducono invece a valvole di sfogo per frustrazioni varie e disagi assortiti?

Come sempre ci si deve affidare ad una sana dose di buon senso: non è che, più che essere Facebook a causare invidia, gelosia, frustrazione e narcisismo, non sia la nostra società ed il bombardamento mediatico consumista e superficiale, dalla pubblicità in TV al mondo di Hollywood, che ci ha resi in questo modo negli ultimi decenni? Facebook è un luogo di interazione sociale, ed è ovvio che questi luoghi, fisici o virtuali, siano lo specchio della società che li ha prodotti. Certo, forse certi social network incentivano l’indulgere in certi atteggiamenti perch[ si creano facilmente dinamiche di “psicologia del branco” , ma che ne siano la causa, sembra una conclusione affrettata e costruita ad arte.

Come ogni social network e come tutto il web, Facebook senza le persone che lo compongono sarebbe solo un contenitore vuoto, incapace di causare alcunché se non la voglia di riempirlo. Con cosa, dipende da noi.

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. plus.google.com/+VincenzoRomanoB

Show Buttons
Hide Buttons