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Facebook aggiorna l’algoritmo e apporta altre novità

Dalla fine dello scorso anno all’inizio del 2017, una serie di fattori tra cui l’importanza che i media tradizionali stanno dando a Facebook, il tema delle fake news, dei profili poco raccomandabili, di una politica che ha reso sempre più centrale il tema dell’influenza online, stanno rendendo questo social network sempre più una piattaforma di realtà virtuale, dove si fatica quasi a distinguere la portata di ciò che succede nelle nostre vite tangibili e quello che è veicolato online.

Per questo, con cadenza mensile (anche meno a dire il vero), viene sfornato ogni tipo di aggiornamento, che sia del funzionamento dell’algoritmo, della grafica delle pagine o di nuove funzioni fruibili tramite app.

L’incremento dell’interazione e la necessità di mantenere e incrementare gli utenti sulla propria piattaforma è la causa più probabile per queste continue modifiche.

Nel giro di pochi giorni ci sono stati alcuni ritocchi all’algoritmo, vediamoli:

1. Aggiornamento del newsfeed che dà maggiore visibilità ai video più lunghi

Come spiegato da Facebook, un segnale a cui si tiene di più è la percentuale di completamento di un video, cioè quanto un video viene guardato, in modo da capire quali video sono più graditi da un determinato utente.

Siccome guardare un video lungo, soprattutto su Facebook è più faticoso, Facebook darà un vantaggio a questi video facendo sì che chi guarda video più a lungo trovi poi sul suo newsfeed altri video di simile durata.

La spinta che viene data ai video di maggior durata non è soltanto frutto della necessità di tenere gli utenti agganciati al social più tempo possibile ma anche un messaggio a chi produce video e deve promuoverli. Come a dire: “Ti garantisco che se fai un video promozionale lungo e se usi Facebook Live, avrai un bel po’ di visualizzazioni”.

In più i video sono la strada diretta verso la realtà virtuale e l’abbandono della tastiera. Quindi Facebook sta provando a modificare i comportamenti di utenti e brand (come ha sempre fatto).

L’unico problema di Facebook a mio avviso è questa fase di transizione da social network con più tipologie di contenuti a social network video-driven. Basta guardare Youtube. Si va su Youtube per guardare video (e per litigare con gli altri nei commenti 🙂 ), mentre su Facebook andiamo un po’ a spiare, un po’ ad “informarci” e un po’ a specchiarci.

Ricordiamo anche l’ipermediazione con la tv ben spiegata in questo video.

Vedremo quindi se questo tentativo porterà i frutti sperati.

2. Segnali che permettono l’identificazione di contenuti autentici

Il tema delle fake news è dirimente, e può farti crollare in borsa e perdere utenti.

A tale scopo sono state apportate modifiche all’algoritmo e categorizzate quelle pagine che sono troppo spesso alla ricerca di like, commenti e condivisioni (questa rischia di essere una mannaia anche per chi ha contenuti non spammy).

Anche quei contenuti che vengono nascosti da un numero troppo alto di utenti vengono classificati non autentici. Qui si aprono molte strade per chi vuole fare attività negative contro i competitor.

Facebook sarà in grado di distinguere le due cose?

3. I post con maggiore attività in tempo reale avranno più visibilità (update real time signals)

Come molti avranno notato, già da un bel po’ di tempo Facebook adotta in parte lo stile Friendfeed, cioè mostra in alto nel newsfeed contenuti che in un dato periodo stanno avendo molti commenti.

Con questo update dell’algoritmo, Facebook porterà sul newsfeed degli utenti quei post (anche e soprattutto news) che a poca distanza dalla loro pubblicazione stanno avendo molte interazioni. Lo scopo è ovviamente crearne ancora di più.

Per chi crea news online, oltre alla necessità di stare sul pezzo (su cose di cui magari si sta anche discutendo in tv), si aggiunge quella di vincere la concorrenza magari promuovendo questi post. Ed è ciò che Facebook va cercando.

Quale sarà l’impatto per tutte le pagine e chi fa marketing su Facebook?

Stando a quel che si dice dentro al social network, non ci saranno grandi stravolgimenti ma chi vuole essere al top è ovviamente avvertito 🙂

Nel 2009 crea Socialmediamarketing.it Appassionato di ambiente, captologia, politica e pubblicità sociale si laurea in comunicazione con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di web marketing, seo e social media marketing.

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