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Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!

Facebook Places: vi spiego perché avrà successo!

Facebook Places. E’ questo il nome con cui il gigante di Mark Zuckerberg ha deciso di lanciarsi nel mondo sempre più chiacchierato della geolocalizzazione. E’ di tre giorni fa l’annuncio che di fatto da un lato apre la strada a nuovi scenari e marcati per Facebook e che, dall’altro fa tremare i pionieri del location-based social network come Foursquare e Gowalla.

Premetto che non sono mai stato un amante dei social network “pensati” per il mobile phone, in particolar modo per gli smartphone. I motivi? Le barriere tecnologiche esistenti all’uso del device, che non permettono a tutti di dotarsi di un cellulare smartphone i cui costi, diciamoci la verità, non sono proprio alla portata di tutti e i costi per la relativa connessione che ne conseguono. Va fatta comunque una breve analisi su quello che sta accadendo, per farvi capire perché, secondo me Facebook Places avrà successo.

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Prendiamo per esempio Foursquare. E’ nato con un duplice ruolo: da un lato far divertire l’utente creando in lui affezione (forse) ai posti che visita (check-in) e premiandolo con i badge sbloccabili a fronte del suo impegno nell’uso (in fondo siamo tutti eterni bambini! :-D) e dall’altro lato sfruttarlo economicamente come soluzione commerciale, in particolar modo come strategia di social media marketing. Questa seconda opzione mi incuriosiva molto e ci credo ancora se pensiamo all’uso che potrebbero farne le aziende, al marketing non-convenzionale che potrebbero attivare, al branding e alla fidelizzazione della propria clientela e, cosa secondo me ancora più importante, alla visibilità anche in termini turistici che determinati luoghi potrebbero avere.

Il problema è che secondo me si è parlato troppo presto di boom (parola associabile più ai mercati d’oltreoceano che i blog e i magazine di settore portano da noi spesso senza filtrarla) di Foursquare che qui in Italia non c’è stato e probabilmente non ci sarà mai. I motivi? Gap tecnologico lato utente (lo usano solo i cosiddetti “early adopters”) e totale ignoranza ed incentivo (e interesse) lato azienda. Sappiamo che qui da noi stenta a decollare il Social Media Marketing, a differenza di paesi più aperti all’innovazione tecnologica e strategica (ahimè, in fondo siamo sempre stati un Paese di tradizionalisti) e far decollare il social media marketing legato ai device mobile e che sfruttino una piattaforma di social network, Foursquare e Gowalla, troppo di nicchia e troppo sconosciuta alla massa, sarebbe secondo me impensabile.

Scendete in strada, fermate la gente e chiedetegli se conoscono Foursquare e vedete cosa vi rispondono. Poi chiedetegli se conoscono Facebook. Ci aveva provato anche Twitter col suo tentativo di sbarcare nella geolocalizzazione, ma anche Twitter (purtroppo) pure se in crescita persino da noi, ha ancora un peso inferiore rispetto al colosso di Palo Alto.

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Volete sapere perché penso che Facebook Places avrà successo?


I motivi sono facilmente intuibili. Basti pensare ai numeri del colosso Facebook. Cinquecento milioni di iscritti nel mondo, sessanta milioni di status update postati nel mondo (quanti sono invece i check-in di Foursquare?) e l’Italia è il sesto paese con il più alto numero di iscritti. Per capire cosa può succedere introducendo Facebook Places nella piattaforma, pensate a questa metafora. Io sono un gelataio e vendo il gelato più buono nel mondo e ho un negozietto piccolo in un paese sperduto del sud italia. Un giorno arriva un manager di Mc Donald’s mi acquista il brevetto e inizia a produrre il mio gelato in tutte le sue filiali. Però io continuo a vendere il gelato nel mio negozietto. 😀 Chi venderà di più, io o Mc Donald’s?

Questo succederà con Facebook, che in qualche modo si “appropria” di un’idea pensata da qualcun altro, più giovane e meno famoso e la fa sua, potendo contare su un bacino di utenza dieci volte maggiore. Facebook Places avrà successo perché può contare sul potere di engagement ampiamente creato in questi anni da Zuckerberg e il suo team; è diventato un brand riconosciuto, posizionato nelle mappe percettive di tutti, riesce a catturarti e farti tornare sempre, riesce a farti sentire la necessità di usarlo ed è quasi diventato un bene di prima necessità. Rendiamoci conto di questo.

Il fatto di usare un servizio di geolocalizzazione all’interno di una piattaforma che detiene il maggior numero di utenti e di tempo giornaliero di connessione “social” non farà altro che invogliare l’utente stesso ad usarlo e ad incentivare una viralità che penso vedremo già presto. Il fatto di fare il check-in da facebook (contrariamente a foursquare, dove devi accedere al sito, salvare il “venue” e fare il check-in) condividerlo con gli amici e la possibilità di taggarli, spingerà tutti, chi per curiosità, chi per gioco, a voler far sapere a tutti i suoi contatti dove si trova in un preciso istante e spero che ciò possa avere un vero risvolto per le aziende in termini di social media marketing che possano sfruttare Facebook Places per creare fidelizzazione offrendo agli “utenti migliori” esperienze esclusive.

Chiudo il post lasciandovi meditare su una cosa: il monopolio che sta creando Facebook. La sfida a Google nella ricerca, ai siti come Yahoo Answers per le domande-risposta, e ora all’attacco della geolocalizzazione (di massa direi!).


Approfondisce il Web Marketing e i social media da tempo. Dopo una laurea in Marketing a Urbino, ed un Master in "Tecnologie Innovative della Comunicazione", al momento è CEO di WebInFermento e si occupa di posizionamento nei motori di ricerca (SEO) e di consulenze di Social Media Marketing.

  • Esiste una nota dolente che mi pare nessuno ha mensionato fino ad ora. Funzionerà si certo e soprattutto democratizzerà la geolocalizzazione, ma a parte lo scopo di egolocalizzazione e influenza real time, che fine fa la possibilità di ricerca di luoghi condivisi e commentati anche al di fuori della nostra cerchia di amicizia? Plus che fino ad ora è il vero valore aggiunto di strumenti come 4square e i meno conosciuti TellMeWhere. Facebook ha la memoria corta…per ora.

  • Andrea, non vorrei che potesse sembrare che io sono a favore di Facebook, anzi vorrei vedere i “piccoli” e soprattutto gli innvoatori emergere.

    Le funzionalità che offrirà Facebook saranno interessanti per la diffusione che secondo me potranno avere (sono i numeri alla fine a contare) e se poi ci sarà un'integrazione con Foursquare, questo ancora non si sa.

  • FacebookStrategy

    Places è solo all'inizio, considerate le enormi potenzialità di Facebook in quanto a “sviluppo”.

    Ottimo Dario, davvero Ottimo.
    Ale

  • Dario ci mancherebbe, anzi il post è completissimo e molto interessante, per questo ho tenuto a dare il mio punto di vista che è più che altro complementare. Non avendolo ancora utilizzato rischio anche di aver tirato la pietra troppo presto. Vedremo.

    Spero di scrivere qualcosa appena avrò più info al riguardo.

    a presto Dario 😉

    Andrea

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