Top

L’iceberg del social media branding

L’iceberg del social media branding

The iceberg of social media brand marketing

(clicca sull’immagine per vedere una versione ingrandita)

Qualche settimana fa, seduti in un pub a bere una birra, riflettevo con Jose e Domenico sulle differenze tra campagne di social media marketing di tipo “advertising” e campagne – ma sarebbe meglio parlare di presenze – più orientate alla costruzione del brand, con dinamiche, metriche e obiettivi diversi rispetto al primo tipo, ma soprattutto dotate di valutazioni dell’efficacia giustificabili nel lungo termine.

Proprio questa riflessione – a dire il vero neppure così originale – mi ha spinto a cercare una metafora per rappresentare visivamente l’importanza delle componenti interne all’azienda con l’ecosistema di valori e modelli che sono invisibili (o appena visibili) agli occhi degli utenti, ma che rappresentano la parte più importante di un progetto di social media branding.

Solo con un’ampia e stabile parte sommersa è possibile garantire l’equilibrio alla parte emersa. In questo modo si può innescare un circolo virtuoso, dove i feedback rafforzano sempre di più la base dell’iceberg che di conseguenza aumenta la sua superficie visibile, dando valore al brand e a tutti i suoi interlocutori: azienda, utenti, consumatori, dipendenti, ecc.

Sentitevi pure liberi di proporre modifiche o suggerimenti.

Si appassiona al web quando ha appena 15 anni, ha molte idee sulla società e su come questa si rapporti al marketing (e viceversa). Ma preferisce non parlare piuttosto che dire ovvietà. E' co-fondatore di questo sito e consulente freelance di Social media e Digital marketing.

  • Gran bella rappresentazione, Enzo.
    Di sicuro le azioni che un’azienda fa verso l’esterno e vero i propri utenti diventano fini a se stesse se non opportunamente sostenute da una struttura interna credibile e coerente. Un conto è vendere un prodotto, un conto è far aumentare la reputazione di una marca. Nel primo caso devi convincere, nel secondo devi farti conoscere. E sono due cose a mio avviso estremamente differenti.

  • Gran bella rappresentazione, Enzo.
    Di sicuro le azioni che un’azienda fa verso l’esterno e vero i propri utenti diventano fini a se stesse se non opportunamente sostenute da una struttura interna credibile e coerente. Un conto è vendere un prodotto, un conto è far aumentare la reputazione di una marca. Nel primo caso devi convincere, nel secondo devi farti conoscere. E sono due cose a mio avviso estremamente differenti.

  • Grazie Matteo. Ammetto che io, del resto, ero sempre stato troppo categorico nel definire il social media marketing esclusivamente come processo di eticizzazione della marca e non come strumento di promozione di un “prodotto”.

    Diciamo che prendendo coscienza dell’utilità e dell’esistenza del secondo tipo, ho fatto una riflessione sul primo.

  • Grazie Matteo. Ammetto che io, del resto, ero sempre stato troppo categorico nel definire il social media marketing esclusivamente come processo di eticizzazione della marca e non come strumento di promozione di un “prodotto”.

    Diciamo che prendendo coscienza dell’utilità e dell’esistenza del secondo tipo, ho fatto una riflessione sul primo.

  • Una vera e propria mappa dei “punti sensibili”.
    Grazie mille.

  • Una vera e propria mappa dei “punti sensibili”.
    Grazie mille.

  • enterpre
Show Buttons
Hide Buttons