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Il brand marketing su Second Life è morto. Forse.

Il brand marketing su Second Life è morto. Forse.

C’è ancora vita sui virtual spaces?

Premessa: noi di socialmediamarketing.it non siamo grandi conoscitori di questi “mondi” e non siamo mai stati convinti che potessero svilupparsi come un nuovo canale di comunicazione per le organizzazioni. Fatto sta che, finita la “moda” Second Life, almeno in Italia l’attenzione delle aziende verso questi spazi è scomparsa o quasi (qualcuno dirà “..meglio così!“). In questi giorni sto cercando info per capire se le aziende si siano lasciate alle spalle gli errori del passato e stanno ancora investendo in comunicazione sui mondi metaforici.

La società di ricerche KZero ha aggiornato i suoi diagrammi di analisi, il primo gruppo mette in evidenza le categorie maggiormente presidiate

second life segments

Qui le altre categorie. Mentre il secondo gruppo analizza le fasce di età degli utenti registrati.

second life segments

La situazione, quindi, non sembra morta del tutto e quello che balza subito all’occhio è la fortissima presenza di users giovanissimi. Certo è che per una realtà italiana pensare nuovamente ad un’avventura su Second Life è rischioso, anche perchè è forse la tecnologia abilitante che ha i costi di gestione più alti.

Da quando ha scoperto il web cerca di capire perchè e in che modo le persone usano la rete per comunicare, collaborare, lavorare e cazzeggiare.

  • Ciao, una segnalazione per un virtual space che promette di attecchire sul target giovanissimo in virtù dello strumento che utilizza.. si tratta di playstation home, canale molto simile a SL ma che sfrutta un hardware standard (con elevate caratteristiche tecniche) e non richiede alcuna conoscenza specifica.

    Il client è integrato nella dashboard della play3 e permette facilmente di accedere alla realtà vitual(izzata).

    Al moemnto, in PH si possono trovare alcuni brand specifici ma gli spazi si ampliano giorno dopo giorno con l’aggiunta di nuovi ambienti non collegati necessariamente al mondo del gaming.

  • Ciao, una segnalazione per un virtual space che promette di attecchire sul target giovanissimo in virtù dello strumento che utilizza.. si tratta di playstation home, canale molto simile a SL ma che sfrutta un hardware standard (con elevate caratteristiche tecniche) e non richiede alcuna conoscenza specifica.

    Il client è integrato nella dashboard della play3 e permette facilmente di accedere alla realtà vitual(izzata).

    Al moemnto, in PH si possono trovare alcuni brand specifici ma gli spazi si ampliano giorno dopo giorno con l’aggiunta di nuovi ambienti non collegati necessariamente al mondo del gaming.

  • Ciao Federico, ne avevo sentito parlare di Home (qui http://insertcoin.kurai.eu/734/house-of-the-dead/ ad esempio) anche se non l’ho mai provato.
    Usare una consolle come “porta d’accesso” per uno spazio metaforico è sicuramente una buona idea perchè diminuisce molto le barriere di accesso, ancora fortemente presenti per SL ad esempio.

  • Ciao Federico, ne avevo sentito parlare di Home (qui http://insertcoin.kurai.eu/734/house-of-the-dead/ ad esempio) anche se non l’ho mai provato.
    Usare una consolle come “porta d’accesso” per uno spazio metaforico è sicuramente una buona idea perchè diminuisce molto le barriere di accesso, ancora fortemente presenti per SL ad esempio.

  • I mondi sincretici non sono morti anzi si stanno moltiplicando ed espandendo..(come i social networks). Quello che c’è stato su Second life era una bolla speculativa grandissima che è esplosa; a me ricordava molto la bolla su internet nel 2000. Internet non è morto e neanche i mondi sincretici lo saranno..

  • I mondi sincretici non sono morti anzi si stanno moltiplicando ed espandendo..(come i social networks). Quello che c’è stato su Second life era una bolla speculativa grandissima che è esplosa; a me ricordava molto la bolla su internet nel 2000. Internet non è morto e neanche i mondi sincretici lo saranno..

  • @viralavatar
    occhio a non confondere il mio discorso, quando parlo di “morte” non mi riferisco certo ai virtual spaces ma al modo con cui le aziende hanno cercato di utilizzarli per comunicare e fare business.
    E’ ovvio che questi ambienti esistono e continueranno ad esistere fin quando verranno frequentati dalle persone, indipendentemente dal fatto che questa o quella azienda decida di entrare a farne parte.

  • @viralavatar
    occhio a non confondere il mio discorso, quando parlo di “morte” non mi riferisco certo ai virtual spaces ma al modo con cui le aziende hanno cercato di utilizzarli per comunicare e fare business.
    E’ ovvio che questi ambienti esistono e continueranno ad esistere fin quando verranno frequentati dalle persone, indipendentemente dal fatto che questa o quella azienda decida di entrare a farne parte.

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