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Instagram e Vine: quando il gioco si fa duro è il momento di fare video

Da quando Instagram ha reso possibile il caricamento e l’editing veloce di brevi video e Vine ha acquisito sempre più utenti, le impresa hanno subito colto al balzo la palla per il marketing: la possibilità di realizzare video promozionali in pochi attimi, quasi in tempo reale ed a costo zero, aggiunta alla attività costante degli utenti sui due social network ne fanno un pacchetto troppo ghiotto per non prenderlo al volo. In generale, con la diffusione delle connessioni a banda larga e degli smartphone con fotocamera, internet è sempre più un luogo per contenuti visuali, immagini o video, più che per lunghi testi. L’immediatezza della comprensibilità, l’emotività di immagini e video, li hanno fatti diventare ormai padroni delle reti sociali, con una evoluzione che continua costantemente.

 

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Qui di seguito analizzeremmo la situazione al momento seguendo le due App-Social Network simili, Vine e Instagram, che si fanno concorrenza su un terreno simile. Si tratta di piattaforme in cui l’engagement è alto, e che lottano per un numero di utenti enorme, sopratutto nelle fasce più giovani della popolazione.

Il confronto

Vine ha 13 milioni di utenti contro Instagram ed i suoi 130 milioni anche se, nonostante la disparità, Vine si difende molto bene. Secondo una statistica la percentuale di Engagement di un video di Vine è dello 0,026 % contro lo 0,011% dei video di Instagram a fronte di una media di 20 tweets per Vine e 7 per Instagram. Inoltre su Twitter ben 5 tweets al secondo contengono un link a un video di Vine, che del resto, nel caso dei video di un particolare brand hanno 5 volte maggiori probabilità di essere visti.

I video di Vine sono stati definiti dalla BBC “ipnotizzanti”.

Twitter sembra strettamente legato alle due App, sia Vine (di proprietà di Twitter) che Instagram sono relazionati al microblogging per eccellenza. L’arrivo dei video ha migliorato le cose anche per Instagram che non sembra soffrire troppo il potenziale di engagement maggiore di Vine,  difatti dall’introduzione dei video c’è stata una crescita del 37% di link da Instagram condivisi su Twitter. Lululemon, uno dei primi brand a usare Instagram con i video, ha ottenuto sette volte più commenti sui video che sulle foto. In generale comunque, i video su Instagram hanno un potenziale di Engagement almeno doppio rispetto ad una foto.

A queste considerazioni si deve aggiungere la previsione che per il 2017 due terzi del traffico online sul web saranno costituiti da video.

Possiamo quindi tirare delle somme:

– Il potenziale dei video è assolutamente devastante: brevi video con qualche effetto possono raggiungere ormai un audience molto più vasta che una immagine.

– Vine e Instagram si accoppiano a Twitter in modo perfetto: la brevità della comunicazione tramite immagini, mini video e micro post si adattano mutuamente in un connubio esplosivo breve ma intenso.

– La brevità si adatta anche al modo di accesso ad internet: sempre più distratto e sopratutto mobile.

– L’audience al momento è composta da adolescenti e giovani con meno di 30 anni.

– Vine è più semplice e con meno funzioni, ha meno utenti, ma il potenziale di engagement e di “viralità” sembra maggiore di quello di Instagram al momento.

Con questi dati a disposizione resta la palla a chi legge: siete pronti per entrare nel mondo dei mini video, essere creativi e capaci di condensare il vostro messaggio in pochi secondi per trionfare sul pubblico?

 

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. plus.google.com/+VincenzoRomanoB

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