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Le campagne contro la guida in stato di ebbrezza parlano unconventional

Le campagne contro la guida in stato di ebbrezza parlano unconventional

Ogni anno in tutto il mondo gli incidenti automobilistici sono purtroppo all’ordine del giorno. E spesso sono causati da persone che si mettono al volante ubriache o comunque con livelli di alcol nel sangue al di sopra della norma.

E’ un problema attuale in molti Paesi ed è interessante constatare come si cerchi di comunicarlo sempre più in maniera differente dalla classica “pubblicità progresso” che vediamo in tv o sulla carta stampata. La percezione diffusasi tra le aziende e tra le organizzazioni del mondo è che questo tipo di comunicazione tradizionale non basti più e che ci voglia qualcosa di maggiore impatto e maggiormente memorizzabile.

Ed è qui che entra in ballo la comunicazione non convenzionale, ovvero quel tipo di comunicazione che sfrutta canali e modalità diversi dal solito e che ha il compito di far recepire il messaggio in maniera più immediata, a volte anche brutale.
A questo proposito vi porto come esempio tre case histories, tre campagne diverse l’una dall’altra, ma accomunate dallo stesso messaggio: “Don’t drink and drive”. Tutte e tre, ovviamente, unconventional.

Case history #1:

campagna su billboard del Dipartimento dei trasporti del New Mexico. Il billboard, utilizzando uno specchietto retrovisore in rilievo, mostra in maniera chiara e inequivocabile una possibile conseguenza della guida in stato di ebbrezza, ovvero l’arresto.

 

Case history #2:

candid camera ideate da due locali di San Paolo del Brasile, “Bar Aurora” e “Boteco Ferraz”, da sempre molto attivi nella sensibilizzazione della loro clientela al problema. E le loro iniziative sono molto dirette e “crudeli”.
Infatti hanno pensato, dapprima, di presentare un conto salatissimo a fine serata ad alcuni dei loro avventori, addebitandogli anche i costi di sedute di fisioterapia, sedie a rotelle e altre spese conseguenti ad un eventuale incidente automobilistico, con l’invito a non mettersi al volante dopo aver bevuto.

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Un anno dopo invece hanno messo un parcheggiatore ubriaco davanti ai loro locali, in una candid camera come la precedente. Una volta svelato lo scherzo, le vittime hanno ricevuto un biglietto con la frase ”Non lasciare mai che un guidatore ubriaco prenda la tua auto. Nemmeno se quel guidatore sei tu”.

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Case history #3:

campagna guerrilla di Hard Rock Cafè a New Delhi, India. Una macchina coperta interamente da un telo scuro va in giro per la città “alla cieca”, attirando l’attenzione e suscitando l’incredulità della gente per strada.
Le persone non sanno che il telone che ricopre questa “blind car” in realtà dall’interno permette una perfetta visuale della strada, ma il messaggio che questa porta su di esso va a segno. Guidare in stato di ebbrezza è pericoloso quanto guidare senza vedere.

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Tre esempi. Tre modalità – unconventional – diverse. Un solo messaggio. Don’t drink and drive.

 

Si specializza in Comunicazione d'Impresa alla Sapienza di Roma, con una tesi sulle Information and Communication Technologies nel CRM delle banche. E' appassionatissimo di Marketing non convenzionale, Social Media lover e fanatico di Hi-tech, tutti temi che tratta quotidianamente sul suo blog. Si cimenta anche nella fotografia e si dichiara follemente innamorato della sua città, Roma. Nel 2011 ha lavorato come Social Media Manager in FrozenFrogs, al momento è Community Manager in Dnsee.

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