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Marketing su Chatroulette. Roba per brand esibizionisti o per sperimentatori?

Marketing su Chatroulette. Roba per brand esibizionisti o per sperimentatori?

Dopo Tom Anderson, fondatore dell’ormai preistorico MySpace, e Mark Zuckerberg, che invece non vede ancora all’orizzonte il tramonto del suo Facebook, pare che l’ennesimo astro nascente del web sia Andrey Ternovskiy. Russo, 17 anni appena, secondo Brad Stone del New York Times Ternovskiy è lo studente moscovita che ha ideato e realizzato Chatroulette, ovvero un servizio di videochat che connette gli utenti senza alcun criterio e con la massima semplicità d’approccio.


Da alcuni mesi la rete sta generando un continuo proliferare di video e screenshot estrapolati da Chatroulette, tutti più o meno curiosi divertenti o surreali. Ad esempio uno dei più visti su Youtube è questo, in cui un certo Merton equipaggiato soltanto di cappuccio e pianoforte improvvisa con grande prontezza traendo ispirazione dagli interlocutori che via via si susseguono. Da notare che il canale Youtube di Merton viene attivato il 10 marzo e ad oggi, 11 aprile, conta ben 2.303.644 visualizzazioni, risultando in questo mese il primo canale per numero di iscrizioni…al mondo!

Una parte di questo successo è dovuto alla forte somiglianza sia fisica che stilistica di Merton con un cantautore statunitense, tale Ben Folds, e al conseguente buzz scaturito dal dibattito in rete tra chi crede di aver riconosciuto o meno Ben Folds nella persona del pianista di Chatroulette.

In seguito comincia a diffondersi un video molto simile, in cui compare lo stesso Folds che in un concerto improvvisa alla maniera di Merton facendo di Chatroulette un mezzo di intrattenimento di massa, e coinvolgendo nel suo show gli ignari utenti (però si divertono tutti a dire il vero! :p). Da notare le oltre tre milioni di visualizzazioni dal 20 marzo, e ovviamente non è neppure l’unica versione del video! Anche qui in Italia il fenomeno prende piede, e la musica live si conferma come uno scenario ideale per coinvolgere sia chi sta al di là dello schermo e sia il pubblico vero e proprio: non solo Ben Folds quindi, ma anche Dente!

Dunque Chatroulette è il fenomeno del momento, e fin qui ci siamo. Ma qual è il potenziale di questo mezzo in termini di marketing, e, dal nostro punto di vista, di social media marketing? Fondamentalmente si tratta di una chat, in grado quindi di coinvolgere due persone per volta sebbene con un turn over piuttosto frequente, e con potenzialità relazionali ben diverse da quelle dei socialmedia, ma abbiamo visto che fenomeni come i video e gli screenshot possono rendere disponibile a un pubblico molto più vasto un’interazione che originariamente si configurava come sincrona e one-to-one. Dall’universo circoscritto ed effimero di due perfetti sconosciuti al ben più vasto scenario del web sociale il passo è quindi breve.

Nella prospettiva di Ternovskiy, al momento, i pochi link pubblicitari che ha scelto di inserire sono un buon modo per coprire le spese (e neanche tutte a dire il vero) ma niente di più. Chi invece sta cominciando a intuire le possibilità che una piattaforma del genere può offrire sono naturalmente i brand.

C’è infatti chi ha già cominciato a sperimentare con Chatroulette, se non altro per non lasciarsi sfuggire quello che appare ormai il trend del momento: il primo a mettersi in gioco è stato French Connection, che ha sfidato il suo target maschile a sedurre delle ragazze via Chatroulette; fornendo una prova dell’avvenuta conquista i più intraprendenti avrebbero vinto un buono da 250£ da spendere in abiti French Connection…beh, forse un po’ rozzo e volendo anche discutibile, ma è comunque un tentativo!

Qualcosa di un po’ meglio realizzato viene invece da Dr. Pepper, che ha organizzato un pesce d’aprile agli utenti di Chatroulette ingaggiando una splendida bionda che, nei panni della classica cheerleader americana, invitava gli uomini a ballare con lei o a rendersi ridicoli davanti alla web cam, per poi lasciare improvvisamente la scena a uno strano personaggio nei suoi stessi abiti che svelava lo scherzo e il mandante.

Insomma i brand si stanno accorgendo dell’ennesimo ‘place to be’ di internet, ma i possibili utilizzi sono davvero molti: già immagino Richard Branson che si collega dal suo ufficio e le migliaia di persone che vorranno immortalare quel momento sul proprio schermo, e Ray Ban che attraverso un contest invita i suoi appassionati a chattare con in dosso gli occhiali da sole per poi condividere lo screenshot sulla pagina dell’iniziativa, Starbucks che regala un caffè a tutti quelli che appariranno su Chatroulette con una tazza bianca e verde in bella vista davanti alla webcam….e così via… Insomma, Chatroulette è lì ed ha addosso gli occhi di tutti: c’è bisogno di qualche altro buon motivo per cominciare a sperimentare?

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