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Mentana lascia Twitter. Speriamo non sia l’ultimo a farlo.

Mentana lascia Twitter per troppe offese. Sono contento.

La commistione tra personaggi famosi e persone che non hanno nulla da fare, in questi ultimi due anni, ha creato una devastazione nel concetto di utilizzo dei social network.

Ho osservato in silenzio il rapporto creatosi tra utenti “normali” e star della tv, cinema e musica e c’è qualcosa che veramente non va.

La comunicazione di quelli famosi

In molti non fanno nulla per coinvolgere attivamente l’utenza, pubblicano status da bimbiminkia e rispondono alle critiche ancora peggio. Abbiamo detto per anni anche qui che bisogna mettersi al pari con i propri follower e, se questo è il risultato, forse ci siamo sbagliati.

Mentana e tanti altri (personaggi televisivi, politici e giornalisti sopra tutti) stanno dando un’importanza a Twitter esagerata. Il suggerimento è di tornare nei ranghi, sulle proprie testate, i propri giornali di partito e bloccare i commenti sgraditi. Sarete molto più al sicuro e molto più tranquilli.

Nonostante la loro statura da opinion leader e analisti sociali, questi personaggi non hanno saputo darsi una regola nell’utilizzo di Twitter e dell’importanza da destinargli.

La comunicazione dell’utente qualsiasi

Esistono differenti tipologie di utenti, il più odioso è certamente quello che fa le pulci all’account famoso anche quando sbaglia una virgola. Forse perché non ha nulla di meglio da fare, forse perché ha un bisogno sfrenato di 10 secondi di celebrità (sul concetto di celebrità sui social media bisognerebbe aprire un capitolo a parte).

Una volta esisteva una cosa chiamata netiquette, se non la rispettavi (sui forum) venivi cacciato. Ora domina l’arbitrarietà, il “faccio un po’ come cazzo mi pare” di guzzantiana memoria. Non va bene.

State inquinando un flusso di comunicazione, mettendo barriere con le vostre chiacchiere a chi cerca di essere più costruttivo di voi, rovinando una potenziale bella esperienza.

Sui social siamo tutti uguali

L’ulteriore concetto che va totalmente rivisitato è che sui social siamo tutti uguali. No, non è così. E ci dispiace se lo abbiamo ripetuto tante volte anche qui.

Tu, personaggio famoso, non sei affatto uguale ai tuoi follower, hai una responsabilità maggiore: quello che dici ha un peso diverso rispetto agli altri, la tua necessità è quella di porti con un fare che sia amichevole sì, ma che lasci comprendere che ci sono differenze tra te e gli altri. Tutto questo, se ci riesci, senza spocchia e senza offendere il prossimo. Lo so, è difficile.

Tu, utente qualsiasi, sui social hai la possibilità di avere un rapporto unidirezionale con persone con cui non potresti mai averlo, approfittane, ma non per offendere o mostrare che ne sai di più (non frega a nessuno, abbassa la cresta). Se vuoi ottenere visibilità fai qualcosa di bello e proponilo al mondo, ma non trascorrere la tua vita seguendo e tartassando account di personaggi famosi. Darai loro ancora più importanza e non otterrai nulla se non l’abbandono.

https://twitter.com/ementana/status/332188413673488384

Nel 2009 crea Socialmediamarketing.it Appassionato di ambiente, captologia, politica e pubblicità sociale si laurea in comunicazione con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di web marketing, seo e social media marketing.

  • Perfettamente d’accordo con le tue considerazioni. Non ne sentiremo la mancanza.

    Mi chiedo cosa dovrebbero fare le attrici o le belle donne del mondo dello spettacolo, che sui vari social sono tempestate dagli stalker.

    • Jose Gragnaniello

      Dovremmo darci una regolata un po’ tutti. Per questo parlo di netiquette, che ovviamente è inapplicabile in luoghi aperti come i social. Ma ognuno di noi dovrebbe porsi dei limiti, autoregolamentarsi per il bene del web 🙂

  • Uscendo dall’esame di ciò che è giusto/sbagliato e provando a lavorare con un certo “metodo” mi sembra che ci siano in questo “caso” elementi importanti per comprendere meglio cosa può succedere in questo “egosistema” che è twitter. Come certi esperimenti non riusciti che però diventano fondamentali nel percorso verso la riuscita. “Tra il dire e il mare, c’è di mezzo il fare?”

    • Jose Gragnaniello

      eheheh, il fare bene e il fare meglio. Ma questo dipende dalle singole persone, che spesso non si danno un limite (neanche nel fare..)

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