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Newsletter e email tra engagement e spam

Newsletter e email tra engagement e spam

spamNel bel mezzo del mese di Agosto, quando tutti vanno in ferie e si rilassano, il mondo del marketing fibrilla. È un periodo di piani media, strategie editoriali ed acquisizioni e fusioni nel mondo del business. In ogni caso anche noi Freelance del webmarketing una capatina al mare la facciamo e con il nostro fedele smartphone in borsa ci stendiamo al sole sperando che nessuno ci chiami. Purtroppo immancabilmente il telefono suona ma più che telefonate di clienti e colleghi sono sono centinaia di email di Newsletter e altri tipi di notifiche, che arrivano a ritmo sostenuto scegliendo proprio i momenti peggiori. Tipo riposini pomeridiani post-pranzo di Ferragosto, domeniche mattine in spiaggia sconvolti dal vino rosso della rimpatriata con amici e parenti la sera prima o peggio durante quelle rare notti in il caldo non ti ha tenuto sveglio fino all’alba.

Le Newsletter sono uno strumento molto utile non solo per creare engagement, ovvero, tenere l’attenzione del consumatore/cliente sulle nostre attività e novità, ma sono anche utili molto spesso per raccogliere feedback preziosi. Almeno in teoria, ma pare che molte grandi imprese su internet ignorino la parte del Feedback. E tra questi c’è, per fare un esempio, Linkedin. In una conversazione su Facebook con un amico giornalista è venuto fuori che lui non è su Linkedin perché molti amici suoi glielo hanno sconsigliato, visto che è come accettare uno stalker nella propria vita : per la quantità di email inviate Linkedin batte anche Groupon.

il prossimo passo di Linkedin sarà venire a svegliarmi con un megafono?

il prossimo passo di Linkedin sarà venire a svegliarmi con un megafono?

Devo dire che questo gruppo di giornalisti ha proprio ragione: Linkedin riesce sempre ad infastidirmi e sopratutto a mandare email pubblicitarie (e qualcos’altro dato che per ogni gruppo su cui mi iscrivo devo ricordarmi di disattivare le notifiche mail dalle impostazioni del profilo) in orari che vanno dalle 3 alle 7 del mattino. Ecco svegliarmi nel cuore della notte e maledire il non aver inserito la modalità offline o svegliarmi, accendere lo smartphone e vederlo impazzire in un tripudio di suoni e pieno zeppo di email inutili che mi fanno solo perdere tempo. Certamente non è quello che mi aspettavo da Linkedin. Groupon potrebbe essere più giustificato a mandare mail: aggiornare in tempo reale sulle offerte nuove in zona. Anche se a dire la verità anche io ne sono stato infastidito e ci ho messo diversi mesi a liberarmene definitivamente. Tra l’altro Linkedin spamma anche i non iscritti, insistendo continuamente con i reminder ogni volta che un tuo amico si iscrive.

Certo non ho scritto questo post per lamentarmi o raccontare i fatti miei, o prendermela con Linkedin ma per soffermarmi un attimo a riflettere sull’uso delle Newsletter e delle notifiche (in caso si tratti di un social network o di un forum)  nell’era dello Smartphone e permettermi di dare dei suggerimenti a chi si accinge ad usare questo prezioso strumento di engagement.

1.Esistono statistiche riguardo ai tassi di lettura, di cancellazione, di reclami di abusi e percentuali di rimbalzo sulle newsletter divise in modi più o meno grossolano per aree tematiche.

2. Esistono statistiche sulle ore ed i giorni della settimana in cui utenti interessati a diversi temi navigano su internet. Vengono usate sopratutto dai community manager nei social network per evitare proprio di sembrare spam.

3. Probabilmente inviare migliaia di mail non è una operazione precisa, ma cercare di farle rientrare in determinati range temporali se si è una multinazionale con utenti di tutto il mondo, come Linkedin, si può fare il proprio lavoro rispettando i fusi orari dei rispettivi utenti. Sicuramente è bel guadagno in immagine.

spam spam

Queste tre semplici note possono segnare un confine molto profondo tra una buona newsletter ed email spazzatura. Il fatto che la maggioranza degli utenti di internet riceva email direttamente sul telefono può peggiorare la sensazione di questa presenza ossessiva ed impertinente, dato che non si tratta più di scegliere se e quando aprire o no la casella mail e leggere o non leggere. Il telefono suona e vibra ad ogni mail ricevuta disturbandoci e portandoci e controllare se non si tratti di qualcosa di importante. Le Newsletter sono utilissime, io le adoro anche come utente e mi iscrivo spesso se c’è qualcosa che mi piace per restare sempre informato senza dover andare a controllare ogni giorno su un determinato sito, ma quando si scavalca la misura tra interessante e si finisce a fare spam l’engagement diventa il suo esatto opposto: disinteresse.

Errori di questo tipo possono danneggiare l’identità di un brand. Immaginate se questo passaparola di amici iscritti su Linkedin che sconsigliano l’iscrizione ad altri amici dovesse diffondere su scala mondiale…

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. plus.google.com/+VincenzoRomanoB

  • Sinceramente, vorrei avere dei dati sulle email SPAM, se effettivamente portano dei risultati o in realtà è una perdita di tempo, tempo che potrebbe essere investito in una sana strategia di Web Marketing.

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