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4 strategie di content marketing per raggiungere obiettivi precisi

Il content marketing è la chiave della tua digital strategy. O almeno è una delle chiavi più importanti, impossibile generalizzare e definire un’unica direzione alle proprie attività. Un punto però è certo: le persone cercano contenuti. Contenuti di qualità. E il tuo obiettivo in un’ottica strategica è semplice: rispondere alle esigenze delle persone, fare in modo che il tuo contenuto sia presente nel momento del bisogno.

Esatto, questa è la logica inbound marketing. Una logica che abbandona la strada dell’interruption marketing, del banner che si frappone tra utente e contenuto, per raggiungere il permission marketing. È il contenuto a diventare chiave d’accesso per il funnel di vendita.

In quest’ottica i contenuti diventano decisivi perché ti permettono di attirare l’attenzione delle persone giuste. Ma non solo, ci sono obiettivi e strategie differenti. Non puoi ridurre tutto a un semplice click su un link. Ecco perché oggi voglio elencare e descrivere 4 strategie di content marketing per raggiungere obiettivi precisi.

Blogging e content marketing

Beh, sì. Lo ammetto, non ho saputo resistere alla tentazione. E ho inserito come prima soluzione la gestione di un blog aziendale. Uno spazio online che ti permette di creare contenuti e di coltivare buone relazioni. Attraverso un blog puoi lavorare su diversi fronti e puntare verso obiettivi differenti, ma prova a restringere il campo e a focalizzare l’attenzione: qual è il vantaggio competitivo di un blog?

La possibilità di creare un numero infinito di articoli che si trasformano in accessi per i tuoi potenziali clienti. Ogni post è un invito a entrare nel tuo sito web e raggiungere le landing page, ogni contenuto è una carta in più che ti puoi giocare per trovare persone interessate ai tuoi beni o servizi. Ecco il grande vantaggio del blog: creare articoli per intercettare domande.

blog aziendale

Un‘analisi SEO ti permette di individuare le intenzioni di ricerca dei lettori, e un lavoro di social media marketing ti consente di distribuire i contenuti nel miglior modo possibile. Risultato? Le persone giuste leggono i tuoi articoli e arrivano – attraverso banner, link e call to action – sulle landing page. Qui inizia una nuova partita: trasformare il lettore in lead, in contatto utile. In questi casi la qualità della landing page è decisiva.

Obiettivi? Tanti, impossibile elencarli tutti. Il blog è trasversale, può essere declinato in mille modi differenti, dal customer service alla brand awareness. Ma in questo caso punto sulla sua capacità di raggiungere lettori e generare lead con un buon uso di call to action e landing page.

Da leggere: quando il dipendente diventa blogger aziendale

Video tutorial

I post che pubblichi sul blog sono importanti, ma non possono soddisfare tutte le esigenze. Forse puoi usare dei contenuti differenti per raggiungere gli obiettivi utili alla tua attività. Faccio un esempio concreto: vuoi lavorare sul brand, vuoi posizionare il tuo nome in una nicchia e vuoi farti conoscere come esperto in un determinato settore. Il blog è utile, è fondamentale. Ma puoi fare qualcosa di più: puoi puntare sui video tutorial.

Gli esperti conoscono l’importanza di questo filone nelle strategie di social media marketing. Un video può essere condiviso su Facebook e Twitter, ma anche embeddato nelle pagine web e completare il lavoro di blogging. Puoi lavorare in diverse direzioni e creare dei video capaci di soddisfare più esigenze: i questo caso i tutorial sono una garanzia.

Permettono, infatti, di risolvere un problema in poco tempo. Non devo leggere, non devo seguire istruzioni poco chiare: devo solo guardare come si fa. Il video tutorial può essere sfruttato sui social o può diventare un’arma in più per intercettare visite sul motore di ricerca (Google inserisce nelle serp i risultati video di YouTube e dei siti web). Ma la vera rivoluzione del tutorial arriva dalla possibilità di creare video virali e utili allo stesso tempo.

Non è facile raggiungere questo equilibrio, ma ci sono diversi progetti editoriali che su Facebook collezionano numeri da record grazie a questa logica. L’obiettivo: creare un contenuto di alta qualità, semplice, intuitivo, breve. E con un’idea innovativa. Guarda l’esempio di Tasty che sulla Fan Page pubblica dei tutorial per preparare ricette gustose (o almeno così sembrano). Ogni azione deve essere valutata: il tutorial può fare la differenza ma devi scoprire qual è la chiave giusta per il tuo settore e per il tuo pubblico, senza imitare o rubare idee.

Obiettivi? Diventare una risorsa per il potenziale cliente, costruire il tuo brand e renderti riconoscibile attraverso uno stile unico. Il video tutorial deve dare una risposta a una domanda espressa, o risolvere un problema. In qualche caso può suggerire qualcosa che non era nei piani dell’utente e diventare ispirazione. In ogni caso deve posizionare il brand.

Visual e instant marketing

Una combinazione delicata e vincente. Se riesci a trovare la giusta combinazione puoi ottenere grandi benefici da questa strategia, ma l’insuccesso è dietro l’angolo. L’instant marketing ti permette di cogliere una notizia – eclatante, rilevante, non drammatica, non offensiva – e di trasformarla in un volano per la tua attività social. I maestri in questo campo? I ragazzi che gestiscono la pagina Ceres.

Questo brand è stato in grado di creare una strategia di contenuti basata sul visual: le notizie vengono declinate intorno alle caratteristiche del brand, vengono lette attraverso la lente del mondo Ceres. Un mondo con valori condivisi dalla maggior parte dei fan. Dico “la maggior parte” perché a volte le scelte editoriali dividono il pubblico (come la grafica sull’assoluzione di Berlusconi), ma questa è l’essenza dell’instant marketing.

Obiettivi? Creare contenuti virali, definire i propri valori e condividerli con una community compatta. Tipo quella della Ceres. L’equilibrio che si crea in questi casi è delicato, basta un attimo per rovinare il lavoro svolto. Sembra facile fare instant marketing, ma è impossibile lavorare senza una riflessione legata al brand. E senza uno staff per fare brainstorming.

Tool utili

Spesso il contenuto viene considerato come semplice pagina web, come oggetto legato a una forma classica: articolo, video, immagine. In realtà il content marketing risponde a un’esigenza e crea risposte concrete per ottenere risultati validi. Hai bisogno di un tutorial per installare WordPress? Creo un articolo e un video, poi inserisco i link alla landing page e ti vendo un hosting. O il mio servizio di web design.

Ma se le esigenze sono altre? Se, ad esempio, ho bisogno di un tool capace di individuare delle parole chiave per la mia attività SEO? O magari mi serve un comparatore di prezzi? Ogni settore ruota intorno a delle domande pratiche, e tu hai diversi modi per soddisfarle: uno di questi è creare delle risorse da distribuire in forma gratuita. Esempio classico: e-book da scaricare con una condivisione o inserendo l’email.

pablo

Tutto giusto, ma puoi andare oltre. Voglio farti l’esempio di Pablo, utility per creare visual quote. Pablo è una costola di Buffer, piattaforma per la gestione dei social: puoi pubblicare e programmare contenuti, e tra questi rientrano le immagini.

L’applicazione si inserisce in questo snodo: con Pablo crei il visual, con Buffer lo condividi. Il tool diventa ambassador del brand: sfrutti l’app per creare immagini, la inserisci nei preferiti, la condividi con i tuoi amici nei gruppi e nei forum. E la consigli nel blog con un link naturale, genuino.

Anche un’app per gestire il tempo di cottura della pasta può essere uno strumento per raggiungere uno scopo, e risponde a un’esigenza del tuo target. In questo caso, poi, si apre la riflessione sui contenuti per il mobile: non capaci di adattarsi (tipo il responsive design del sito web) ma pensati per essere fruiti da dispositivi diversi dal computer desktop.

4 strategie di content marketing

Obiettivi? Con un tool puoi far girare il tuo nome, puoi lavorare bene sulla link earning e guadagnare buoni link in entrata. Ma soprattutto puoi guadagnare un posto di riguardo tra gli interessi e le esigenze del potenziale target. Prendi come esempio l’app iPasta della Buitoni, una sorta di ricettario mobile dedicato al mondo dei primi piatti. La Buitoni non vende pasta in questo modo: diventa un riferimento quotidiano nella tua esperienza in cucina.

Per approfondire: Posizionamento SEO e gli errori da non commettere

Content marketing: la tua esperienza

Questi sono quattro esempi per sfruttare il content marketing a tuo favore. Ogni strategia deve essere pensata intorno al singolo caso, puoi solo individuare dei punti di partenza comuni: ogni cliente presenta sviluppi differenti. Tu, ad esempio, come ti muovi? Quale strategia di content marketing hai pensato per il tuo progetto online?

Ciao, sono un webwriter e un blogger freelance. Mi occupo di Social Media Marketing e di scrittura online, pubblico ogni giorno opinioni e consigli per aziende che vogliono migliorare la propria attività online.

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