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Utilizzando il mio account personale @joseo e quello del blog @smmarketingit capita spesso di seguire le stesse persone e di ricevere il medesimo messaggio privato di “bentrovato”.

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Non so se le persone che mandano questi messaggi lo fanno manualmente o adoperano un qualche strumento di risposta automatica, ma qualche dubbio ce l’ho…

Oggi nessuno di noi può negare l'evidenza empirica che segna la presenza diffusa di numerosi social network sul web, l'affermazione di alcuni su altri, la loro differenziazione per categorie di interessi o per caratteristiche socio-demografiche dell'utente e la progressiva introduzione di nuove tecniche di comunicazione "virale" che nella maggior parte...

Investire tutto sul prodotto o dare anche grande spazio alla comunicazione?

Stefano, di cui riprendo il titolo del suo post, mette in evidenza come Apple non ha mai “messo il becco” sui media sociali per concentrarsi completamente sulla qualità e l’innovazione dei suoi prodotti.

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Microsoft sembra voler tentare anche la seconda strada: per il lancio di Windows7 l’obiettivo sembra quello di far emergere le conversazioni sul prodotto e lo strumento scelto è una piattaforma dove in real time vengono raccolti gli stream dei commenti sul nuovo sistema operativo.

L‘analisi del sentiment per monitorare i social network è ancora molto difficile da mettere a punto.

Le espressioni linguistiche per definire l’apprezzamento o il non gradimento di un prodotto, film, canzone o attività commerciale sono molteplici e categorizzarle risulta quasi un’impresa visto che diverse generazioni utilizzano diversi linguaggi ed ogni anno sulla scena compare un nuovo modo di dire.

Spendiamo molto tempo a cercar di capire come monitorare le attività online degli utenti ma ecco due nuovi addons di Firefox ed una applicazione che permettono di monitorare le nostre attività.
L’utilità sta in una presa di coscienza del tempo trascorso compiendo azioni banali piuttostochè utili (ad esempio: io spendo molto tempo sui social network, attività per molti banale ma per me utilissima).

Capire come spendiamo il tempo online resta utilissimo per migliorare le nostre prestazioni e limare eventuali sbavature temporali.

Conoscere, Capire, Relazionarsi, Insegnare. È questo il riassunto delle studio "Vivere ed apprendere insieme ai social media" effettuato da Dana Boyle.[ad#JOSE-AD2]Ciò che emerge delle nuove generazioni è la loro difficoltà a relazionarsi con i vari mondi che li circondano, da Internet agli adulti, quasi come ci fosse un vuoto tra l'una...

Le applicazioni di Facebook sono forse la vera killer application di questo social network per chi vuole fare promozione in maniera originale. Il video spiega sinteticamente come creare un'applicazione "biglietto da visita".Gli sviluppatori sono, sicuramente, già a conoscenza di queste dinamiche.Ritengo interessante che i non addetti ai lavori e gli "utilizzatori...

Forrester aggiorna i dati del suo osservatorio sui social media e viene confermato il trend che ha avuto inizio nel 2008: l’Italia balza al primo posto tra i Paesi europei con il maggior numero di Creators.

tipologie utenti social media

L’aspetto da mettere in evidenza è il fatto che la ricerca si basa su un panel di quasi 3000 persone che frequentano i media sociali con regolarità e che hanno un’età compresa tra i 43 e i 52 anni.

Community First

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1)Ricevere;
2)Riconoscere;
3)Aiutare;
4)Costruire;
5)Ascoltare;
6)Seminare;
7)Coinvolgere;
8)Esporsi;
9)Condividere;
10)Accettare.

Sono questi i 10 punti, essenziali e determinanti per ottenere successo in rete? Forse si.

Rischio nei social mediaApriamo un account dell’azienda su twitter.No, facciamo la fan page su facebook.Forse è meglio un corporate blog“.

Questo approccio tecnocentrico ai social media, contrariamente al buonsenso e al comune pensare, è l’atteggiamento ancora più diffuso nelle aziende.

I cambiamenti mediatici degli ultimi anni, tra nascita di social network e mobile phone con applicazioni social hanno evidentemente modificato le nostre abitudini e la nostra dieta mediatica.La survey pubblicata da eMarketer nel mese di luglio su 500 americani con età superiore ai 18 anni mostra dati molto importanti sotto...

Superata la fase di “digestione” da parte di aziende e persone è arrivata la fase di affinare strategie e strumenti a disposizione.
Dopo i primi esempi concreti sull’uso del Web sociale da parte delle organizzazioni possiamo abbozzare le prime considerazioni e fare il punto della situazione sulle strategie di social media marketing che hanno funzionato e su quelle che devono ancora migliorare molto.

Più che citare casi concreti provo a fare qualche commento sui tre ecosistemi più chiacchierati e utilizzati negli ultimi mesi da utenti ed organizzazioni:

Il primo guest post è di Valentina Di Stefano che condivide una sua analisi sullo sviluppo dell’internet of things. Dopo il post introduttivo trovate il white paper consultabile online o in pdf. Buona lettura!
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Un’antica leggenda cinese ci racconta di come i cartografi dell’Imperatore, ossessionati dal desiderio di produrre una mappa quanto più precisa e dettagliata possibile, finirono col disegnarne una così perfetta da coprire l’intero territorio…insomma, una mappa impeccabile ma, sfortunatamente, del tutto inutile!

Nasce tra i laboratori del MIT e quelli del Palo Alto Research Center il progetto che, probabilmente senza ispirarsi a questo antico mito, trasforma oggi in realtà il sogno dei cartografi dell’Imperatore.

Quando si parla di Internet delle cose si fa riferimento, infatti, a una serie di applicazioni della rete che ci forniranno in un futuro ormai prossimo una mappa del mondo potenzialmente prossima all’essere in scala 1:1, ovvero una trasposizione virtuale della realtà in cui ogni macchina, ogni prodotto, ogni essere vivente, persino ogni singolo oggetto inanimato sarà univocamente indirizzabile in rete.

Una simile prospettiva apre scenari totalmente nuovi, e destabilizza le certezze di quanti pensavano al web semantico come alla più importante e drastica evoluzione che avrebbe interessato internet.
Qui non si parla di rintracciare contenuti on line utilizzando criteri logici; qui si parla di motori di ricerca che ci orientino nel mondo fisico, un Google of things che almeno una volta nella vita tutti noi abbiamo desiderato cercando furiosamente le chiavi della macchina o la ricevuta della tintoria!

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