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Il 2010 inizia e si dice che sarà l’anno dell’azione per le aziende italiane; ma quali sono quelle che finora hanno dialogato di più? Facendo ricerche per la rete e analizzando i vari profili social dei più importanti colossi italiani ho raccolto alcuni dei casi degni di nota in “madre patria”. La Barilla, è stata una delle aziende precursori in Italia nell’utilizzo di strategie social media marketing. Già dall’anno scorso infatti, aprendo il blog “Nel Mulino Che Vorrei”, si aprì agli User Generated Content permettendo alla gente di proporre idee circa nuove soluzioni di packaging per prodotti già esistenti, nuovi prodotti da lanciare, e la proposta di slogan per gli spot pubblicitari dell’azienda; gli stessi utenti potevano votare le idee più apprezzate e quelle più votate potevano essere realizzate (pensiamo agli slogan che appaiono tuttora negli spot: sono stati creati da consumatori). E’ un esperimento che ha raccolto successo; ad oggi ci sono oltre 1800 idee proposte, 1900 commenti e circa 15000 voti assegnati alle idee.

Anno nuovo, nuovo paper Forrester sui media sociali. Sean Corcoran nella sua analisi mette in riga tutti i tipi di media online, definendoli e attribuendogli il loro ruolo all'interno dell'ecosistema dei social media.Contributo interessante, sopratutto per chi è in procinto di progettare e pianificare un'inziativa utilizzando i media digitali.Denifire, separare,...

Sopo.it è il sito in cui puoi votare il tuo lavoro attraverso gli indicatori di performance e motivare la tua valutazione in modo completamente anonimo. Confrontare le aziende che ti offrono opportunità di lavoro attraverso il voto degli altri utenti, guardare le classifiche e condividere le tue esperienze.

Molto bello. Oggi è fondamentale conoscere lo stato di salute di un’azienda ed è diritto del lavoratore poter dare un giudizio o scegliere in base a criteri qualitativi preordinati.

L’idea, come ho detto nel titolo è buona.

effetto boomerang nei social media

Negli ultimi mesi non si fa altro che parlare di social media marketing quale strategia che ogni impresa non potrà fare a meno di utilizzare; le ricerche provenienti dagli States lasciano intuire come gli investimenti dei prossimi anni sono destinati ad aumentare e come sempre maggiore sarà la consapevolezza delle potenzialità dell’utilizzo di questi strumenti.

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Ma quali sono alla fine i rischi e le insidie che si nascondono dietro l’angolo? Perché molte aziende evitano ancora oggi (soprattutto in Italia) di lanciarsi in questa attività o se lo fanno, si limitano ad investire in questa strategia solo parzialmente? Il vero problema è dato dal cosiddetto effetto boomerang.

L’effetto boomerang è quanto più rischioso può accadere con una strategia di social media marketing implementata in malo modo, con poca attenzione o peggio ancora, con alla base un prodotto/servizio scadente o di bassa qualità promosso. Ormai sappiamo che il social media marketing ha alla base il Marketing Conversazionale, che ha il suo fulcro nel buzz (passaparola) e che se vogliamo, è l’evoluzione più recente del Marketing Relazionale, il primo filone di pensiero socio-economico che poneva il consumatore al centro della strategia di definizione di un prodotto-servizio coinvolgendolo nella realizzazione dello stesso. In questo tipo di strategia quindi, ciò che conta è cosa il consumatore pensa di un’azienda, di un prodotto o di un servizio: se matura un bisogno e lo trasforma in acquisto, egli testerà il prodotto e a secondo della soddisfazione o meno del proprio bisogno e delle proprie aspettative, produrrà un feedback che farà circolare tramite il passaparola, che in genere tenderà poi a propagarsi ad effetto virale.

Il blog di Twitter annuncia ieri una nuova feature per il business, si chiama Contributors e farà in modo di mettere in collegamento i vari brand con i loro ecosistemi per migliorare il rapporto e le relazioni con la potenziale o effettiva clientela ed incrementare la visibilità.Il funziamento di Contributors...

The App Store ha reinventato quello che puoi fare con un Mobile handheld device e i nostri utenti chiaramente Loving it!

2.000.000.000 di applicazioni scaricate in un anno e cinque mesi, 85 mila applicazioni disponibili, 125 mila sviluppatori registrati nell’iPhone developer program.

Al ritmo di 6,3 milioni di download al giorno 50 milioni di iPhone e iPod touch rendono The App Store il più grande app store del mondo.

Steve Jobs non mente.

La rivoluzione delle piccole applicazioni è destinata a dilagare, i trend sono vertiginosi, la concorrenza corre ai ripari.

A che titolo entra questa realtà fatta di telefoni multimediali che sguazzano nella rete e utenti iperconnessi nella comunicazione del brand?

Dopo lo sviluppo di social network a carattere sociale e relazionale con lo scopo di aggregare gente che si conosce e non, alcune imprese non si limitano più a trovare un punto di incrocio tra azienda e consumatore, attraverso ad esempio, una fan page, un contatto, un’applicazione sponsorizzata su uno dei più famosi social network presenti adesso. Alcune imprese hanno saputo andare più avanti, cogliendo al balzo le sfide e le opportunità proposte dall’avvento delle ICT e del web 2.0, capendone il significato, le regole competitive e le prospettive di vantaggio che il loro utilizzo apporterebbe, riuscendo così ad innovare; e cosa significa innovazione se non sfruttare le tecnologie a disposizione per apportare qualcosa di nuovo in un settore in cui si opera?

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Condivido queste info dalla newsletter Audiweb:

In base al report AW Trends, il 63% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni dichiara di avere un accesso a internet da qualsiasi luogo e attraverso qualsiasi device

Dal report AW Database nel mese di settembre risultano 10,6 milioni gli utenti attivi nel giorno medio per 1 ora e 37 minuti di tempo speso e 170 pagine viste per persona.

Utilizzando il mio account personale @joseo e quello del blog @smmarketingit capita spesso di seguire le stesse persone e di ricevere il medesimo messaggio privato di “bentrovato”.

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Non so se le persone che mandano questi messaggi lo fanno manualmente o adoperano un qualche strumento di risposta automatica, ma qualche dubbio ce l’ho…

Oggi nessuno di noi può negare l'evidenza empirica che segna la presenza diffusa di numerosi social network sul web, l'affermazione di alcuni su altri, la loro differenziazione per categorie di interessi o per caratteristiche socio-demografiche dell'utente e la progressiva introduzione di nuove tecniche di comunicazione "virale" che nella maggior parte...

Investire tutto sul prodotto o dare anche grande spazio alla comunicazione?

Stefano, di cui riprendo il titolo del suo post, mette in evidenza come Apple non ha mai “messo il becco” sui media sociali per concentrarsi completamente sulla qualità e l’innovazione dei suoi prodotti.

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Microsoft sembra voler tentare anche la seconda strada: per il lancio di Windows7 l’obiettivo sembra quello di far emergere le conversazioni sul prodotto e lo strumento scelto è una piattaforma dove in real time vengono raccolti gli stream dei commenti sul nuovo sistema operativo.

L‘analisi del sentiment per monitorare i social network è ancora molto difficile da mettere a punto.

Le espressioni linguistiche per definire l’apprezzamento o il non gradimento di un prodotto, film, canzone o attività commerciale sono molteplici e categorizzarle risulta quasi un’impresa visto che diverse generazioni utilizzano diversi linguaggi ed ogni anno sulla scena compare un nuovo modo di dire.

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