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Facebook arriva a 2.5 Miliardi di utenti attivi in tutto il mondo, ma la crescita rallenta.

Facebook ha da poco pubblicato il suo consueto update delle performance dell’ultimo quadrimestre del 2019, registrando ancora una volta un ulteriore incremento in termini di utenti e profitto, anche se un allarme sembra farsi sempre più vicino.

I costi del mantenimento dell’intera struttura del colosso di Zuckerberg sembra stiano rallentando complessivamente la sua crescita. Vediamo nel dettaglio la questione in questo articolo.

Per quanto riguarda gli utenti attivi quotidianamente, metrica fondamentale per stabilire la salute di un Social Network, Facebook aggiunge al sui harem +34 milioni di utenti, portando il numero di utenti attivi in tutto il mondo a 1.66 Miliardi.

In tema di aree geografiche, resta florida la crescita nell’area asiatica e del pacifico, dove il Social continua a splendere senza sosta, registrando nel Q4 del 2019 +14 milioni di utenti attivi. Il Nord America invece si riconferma anche per questa ultima parte dell’anno una delle aree più profittevoli di tutto il mondo, aggiungendo inoltre 1 milione di utenti attivi alla piattaforma.

Simpatico notare in questi frangenti come la crescita di Facebook – in termini di utenti attivi – non sembri fermarsi e riesca a trovare, nonostante tutto, nuove fonti di approvvigionamento nelle aree dove si pensava fosse saturo.

Mentre la crescita giornaliera rimane stabile, gli utenti attivi mensilmente, invece, toccano la vertiginosa quota di 2,5 miliardi.

Questo grazie sempre all’area del Pacifico e dell’Asia, regioni dove Facebook continua ad espandersi con iniziative come Facebook Pay e gli acquisti diretti all’interno della piattaforma, entrambi asset che faranno parte del futuro di Facebook e del nuovo ecosistema che Zuckerberg sta costruendo intorno ad esso.

La cosa interessante è che i nuovi utenti non rendono immediatamente profittevole la piattaforma: da quello che sappiamo, infatti, Facebook ha bisogno di un tempo tecnico per analizzare le interazioni dei nuovi utenti, per poi renderli profittevoli “vendendoli” ai pubblicitari della piattaforma.

Un’altro insight interessante proviene dall’utilizzo combinato della così detta “Famiglia Facebook”, formata da applicazioni che utilizziamo ogni giorno: WhatsApp, Instagram e Messenger, spiega Facebook:

“Le nostre metriche vengono registrato a livello complessivo, tenendo conto di Facebook, Instagram, Messenger e Whatsapp, per noi un utente attivo giornaliero è da considerarsi come un utente loggato con le sue credenziali che visita almeno una volta al giorno una delle applicazioni della “famiglia”

Con il suo esercito di applicazioni non ci sorprende che Facebook riesca ad arrivare a così tante persone in tutto il mondo, c’è da dire, però, che estrapolare queste metriche come dato combinato di tutte e 4 le applicazioni ci sembra un po’ scorretto.

Non solo, ci fa pensare che ci sia una voglia di mascherare quello che realmente succede dietro le quinte, ovvero la grande perdita di appeal che Facebook sembra avere a livello mondiale.

Se questa metrica servisse a coprire rallentamenti della crescita? 

Staremo a vedere che dati ci porterà il primo quarto del 2020, per ora possiamo solo dire che Facebook sembra stia attraversando un periodo di cambiamento, positivo o negativo lo capiremo solo fra un po’ di tempo, i profitti continuano comunque a crescere senza sosta.

Parlando di guadagni e dei dollaroni che tanto piacciono al nostro Zuckerberg, i dati sono sempre più rosei:

parliamo di 21 miliardi di euro incassati nel Q4 del 2019, con un gigante +25% registrato anno dopo anno.

Nonostante questi segnali di benessere, la piattaforma mostra anche i primi dati di “crisi finanziaria”, se i guadagni crescono con loro salgono anche i costi: precisamente del 51% l’anno.

Da dove vengono tutto queste spese? 

Nel quartier generale si sono impegnati molto nel ripulire la piattaforma dai contenuti di dubbi qualità (fake news, fake users). 

Per farlo hanno dovuto assumere una quantità ingente di personale, si stima circa il 26% in più di dipendenti ogni anno, e possiamo aspettarci che il trend continui, soprattutto in ottica di una pulizia più approfondita della piattaforma.

Costi non solo del personale, ma anche per le migliorie e le tutele della privacy degli utenti, inoltre salgono anche i costi verso le testate giornalistiche, chiamate in causa per garantire la genuinità delle notizie di cronaca all’interno del Social.

Cosa sta rallentando la crescita del colosso dei Social, quindi?

In sostanza, il bisogno di rimettere a nuovo una piattaforma vittima del peso degli anni e di alcune scomode vicende che ne hanno cambiato la percezione a livello globale (Cambridge Analitica anyone?)

Per farlo servono più persone, più attenzione, più qualità, e ciò significa più costi.

Nonostante tutto, i numeri sono ancora a favore di Facebook: i profitti sono iper floridi e, secondo noi, è giusto che la crescita sia “rallentata” da costi necessari per migliorare la nostra esperienza utente.

Ha veramente poco senso continuare a registrare ingenti incrementi di profitto se gli utenti sono scontenti del servizio offerto.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro?

Nuove funzioni, una migliore UX, un nuovo feed notizie e un’attenzione ancora più minuziosa verso il vero cuore pulsante di Facebook, gli utenti.

Continua a seguirci su queste pagine per scoprire i prossimi passi della famiglia di Zuckerberg.
See ya!

Growth Marketer, Musicista, Nerd appassionato di Tech, Psicologia e Bassotti. 17 anni fa ho scoperto Internet e sto cercando ancora di riprendermi.

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