Facebook: cresce di meno ma garantisce relazioni migliori
Sono stati giorni caldi per Facebook, infatti proprio quando manca poco allo sbarco in borsa cominciano a susseguirsi voci di un calo che riguarderebbe soprattutto Stati Uniti, passando a maggio da 155,2 a 149,4 milioni di utenti ed in Canada, con un milione e mezzo in meno di iscritti e in Regno Unito, Norvegia e Russia, con un calo di circa centomila utenti ciascuno.
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La notizia del calo, riportata da Inside Facebook ha scatenato un vero putiferio, così la portavoce del sito rilascia queste dichiarazioni: “la piattaforma di advertising consente solo delle stime di ampio respiro e non è progettata per monitorare la crescita del sito”, “la società è molto compiaciuta della crescita e del modo con cui le persone sono coinvolte in Facebook”; “più della metà dei nostri utenti attivi, visitano Facebook ogni santo giorno” (la Stampa).
La domanda seguente alla portavoce poteva essere questa: “Allora la stima della piattaforma potrebbe essere anche a rialzo?”.
Ecco così che Mashable pubblica un rapporto del Pew Internet & American Life Project che analizza la qualità delle relazioni sui vari social network e indovinate quali dichiarazioni supporta?
Lo studio mostra come la frequenza di utilizzo di Facebook rispetto ad altri social network sia nettamente maggiore. In pratica il 52% dei rispondenti, durante la rilevazione, ha visitato “il social network” almeno una volta al giorno. Risuonano la dichiarazione della portavoce.
C’è da dire che questa rilevazione è stata effettuata durante le elezioni di Midterm di Novembre e, come abbiamo avuto modo di vedere anche per il nostro Referendum, in questi periodi c’è una grande mobilitazione online. Lo stesso rapporto sostiene come molte persone si siano collegate per persuadere qualcuno al voto o per dichiarare il proprio.
Considerazioni:
1) È casuale l’articolo di Mashable?
2) Determinazione del valore: visto il modello di Facebook, stimare il futuro flusso di cassa in base alla crescita numerica potrebbe voler dire poco rispetto ad un incremento della qualità delle relazioni che producono una crescita dei dati a disposizione (vista la propensione ad esporsi), una maggior fedeltà e quindi una maggiore profilazione degli ads contestuali.
Sulla casualità di determinati articoli si potrebbe aprire un dibattito infinito, ma sul modello con cui, soprattutto i grandi colossi online, dovrebbero essere valutati per la quotazione in borsa si dovrebbe discutere molto, soprattutto per vedere la bolla come un lontano ricordo.
Ovviamente non sono un esperto di quotazioni e lungi da me volerlo diventare, quindi se qualcuno ne sa di più dica la sua.