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Profili fake, followers comprati: servono le tecniche proibite del Social Media Marketing?

Un tempo, prima che i media si appropriassero del termine, c’erano gli hacker che erano più o meno semplici smanettoni “buoni” ed i cracker che invece erano quelli più cattivi. Nella SEO i consulenti marcano la differenza tra le tecniche di SEO ammesse da Google e quelle “Black Hat“.

fake_like profili ad uso social per marketing

Nel Social Media Marketing ancora non c’è una definizione precisa di chi siano i buoni e chi i cattivi, ma ci sono tecniche che vengono considerate come “oscure”, snobbate e criticate. Tra le tecniche di questo tipo più diffuse ci sono l’uso di profili fake sui social network, l’acquisto di pacchetti di mi piace, retweet, condivisioni o followers, il trolling ed il flaming.
Le definizioni però qui sono difficili: diversamente dalla Black Hat SEO che quasi sempre non è idonea alle regole di molti motori di ricerca, tra le tecniche citate, solo l’uso di profili Fake contravviene ai regolamenti di alcuni social network (nemmeno di tutti), mentre le altre tecniche sono più ambigue.

Dato che, personalmente, prima di mettere qualcosa in una categoria e chiudercela per sempre mi piace sperimentare, in questo articolo esporrò alcune conclusioni tratte dai miei esperimenti con queste tecniche. Premetto come sempre, che la finalità di questo articolo non è quella di dire “fate così, non fate così”: non sono nessuno per farlo, ma solo quella di condividere esperienze ed informazioni sul mondo complesso ed in evoluzione del Social Media Marketing.

La maggior parte di questi esperimenti li ho fatti quando mi occupavo di organizzazione di eventi e feste universitarie: facevo largo uso delle reti sociali che sono diventate uno strumento importante per i PR, ma quando io e chi collaborava con me ci siamo accorti che ormai tutti avevano tra gli amici almeno due-tre profili di PR e che tutti quegli inviti ad eventi rischiavano di stancare, ho voluto mettere un poco di pepe alla cosa provando qualche tecnica non convenzionale e vedere cosa accadeva.

1. C’è Fake e Fake

original

dato che si parla di fake…

I profili Fake sono in crescita costante e qui su SocialMediaMarketing.it abbiamo anche scritto una guida per riconoscerli. La maggior parte di essi sono: arrapati e voyeur, escort o siti di incontri, malintenzionati che cercano di carpirvi informazioni, ma ci sono tantissimi profili Fake usati a fini di marketing (del resto lo sono anche quelli di escort e siti di incontri) anche creati da marketer professionisti e non da improvvisati gestori di siti e servizi “particolari”.

Ci sono tre tipi tipi di Fake: quello col profilo completamente in bianco, quello con pochissime informazioni e una o due foto, e quello fatto bene.

  1. Il primo serve solo se ne abbiamo creati tantissimi: vengono usati per gonfiare il numero di mi piace, condivisioni eccetera…
  2. Il secondo serve anche per altri fini, posto che tantissime persone (sopratutto gente di mezza età bisogna dirlo) poco smaliziata sulle reti sociali, pigra e distratta, non riconosce un Fake quindi interagisce anche se c’è solo una foto (meglio se di una persona del sesso opposto che mostra attrative fisiche notevoli) e poco o nulla informazioni.
  3. Il terzo è il fake con una storia: c’è chi compra interi set di foto (ottenuti chissà come, probabilmente rubati da altri fake che aggiungono gente a caso…e su questo non vorrei scatenare il panico, eheheh), ma anche chi con poche foto riesce, perdendoci tempo, creando una storia, interagendo in modo serio con gli amici, a creare un profilo credibile. Ho addirittura avuto un profilo fake che ancora gli amici credono una persona reale, anche se ho solo una foto.

Sul primo tipo di Fake torneremo quando parleremo della compravendita di like e simili, degli altri due analizzeremo subito l’utilità. Per cosa usavo io i Fake? Sopratutto per attrarre persone alle feste universitarie, una pratica comune a molti PR ed organizzatori.

Si viralizzano locandine ed immagini promozionali, si aumenta il numero di invitati agli eventi, si accendono conversazioni (flaming) commentando eventi, si fa parlare delle feste “bella festa ieri sera, postumi da sbornia con le mie amiche, grazie a… (etichettando il profilo ufficiale o la pagina di chi organizza)“, si fa trolling alla concorrenza…(si non si fa, ma avevo dei sassolini nella scarpa).

Usare i Fake per bene richiede molto tempo, praticamente vi troverete a passare molto più tempo su un profilo fake che state sviluppando per renderlo credibile che sul vostro personale. Se è un fake del secondo tipo la gente si stancherà presto, ed anche se non ci avete perso tempo a tirarlo su, dovrete crearne sempre di nuovi, quindi è un miglior investimento farne uno del terzo tipo. Il rischio connesso all’uso dei profili falsi è quello che se qualcuno se ne accorge, il brand di cui il “fake” parla sempre perde la reputazione. Potete riportare molti danni da una situazione del genere.

2. Mi piaci, ah-ah

fake donne sui social media

Ci sono DUE CERTEZZE su questa foto: Se ti aggiunge una con una foto di profilo così è un FAKE, ma la foto avrà lo stesso valanghe di MI PIACE

Chiedo scusa per la citazione del Tuca-Tuca ma dovendo parlare di like falsi mi è venuta spontanea come titolo spiritoso al paragrafo. Basta andare su un Marketplace di micro-jobs, come Fiverr e vedere come è facile comprare centinaia o migliaia di mi piace, condivisioni, RT, visite…per pochi spiccioli.

La finalità la maggior parte delle volte è molto semplice: aumentare il numero. Perché avendo appena cominciato, avere 4 gatti sembra proprio da sfigati. Questa motivazione cela una ansia da prestazione da parte di molte persone che si avviano ad una strategia di social media, che pensano che il numero di mi piace o followers sia un valore importante per misurare il successo.

Errore: il successo si misura in base al tasso di conversione.

Se ho un MILIONE di followers ma faccio una vendita al mese, mentre il mio concorrente con 2000 followers vende 20 volte al mese io sono un fallimento totale. E se ho pagato parte di quei mi piace, ho PERSO SOLDI. I like (e simili) falsi sono ottenuti mediante diverse tecniche: profili fake, contenuti “civetta” (avete presente quei link che ogni tanto vedete sulla home “guarda questa ragazza beccata dal padre mentre era in webcam con il suo ragazzo“) che si aprono solo con un mi piace e lo ridirigono da qualche parte ed altre tecniche da hacker, più o meno intrusive. In ogni caso, qualsiasi sia la tecnica usata, quel like serve solo a fare numero e non è un potenziale bel niente.

Se proprio avete paura di apparire con pochi followers, comprare un pacchetto di like non ucciderà nessuno se lo pagate 5 dollari, anche se è possibile che dopo qualche giorno o mese spariranno e quindi se intanto non vi siete messi a costruire una community seria, non vi sono serviti a nulla. Molti “mi piace” su Ads di Facebook sono falsi o comunque comprati, e sono acquistati da chi crea l’annuncio per dare subito un’aria più “affidabile” all’annuncio.

Se proprio dovete comprare qualcosa, vi conviene pagare per avere un vostro link o contenuto esposto su un determinato profilo o pagina che sapete essere influente presso i propri follower. Un poco come quando si fa un guest post o un banner su un sito web. In questo caso non avete garantito un numero di mi piace, ma almeno saprete, in base ai followers, alle percentuali di ritorno che in genere ha quella determinata pagina, quante persone reali potenzialmente interessate potrete coinvolgere.

3. Troll e Flame

trollfaceIl profilo fake, ma anche un profilo reale di qualcuno che lo fa a vario titolo (lo pagate, vi vuole tanto bene), possono servire per trollare la concorrenza ed accendere conversazioni.

Esempio: foto dell’orologio di marca XYZ sulla pagina di XYZ, arriva il troll di XYZ e commenta “Io ne ho uno ed è resistentissimo, non come gli orologi di ZZW che si rompono subito…e tutto marketing” (l’errore grammaticale alla “e” è voluto, per fare sembrare più genuina la cosa 😛 ). Ora si da il caso che ZZW è il big del settore mentre XYZ è un nuovo arrivato. ZZW normalmente essendo il big non entrerà mai in una comparazione con il piccolo, non si preoccuperà di quello che dice qualcuno sul profilo di XYZ, ma questo potrebbe portare tanti a credere alle parole del troll.

Addirittura potrebbe scatenare una conversazione, tra difensori di entrambi gli orologi che con centinaia di commenti da longevità al contenuto.

I rischi connessi a questo sono che è facile che la situazione scappi dal nostro controllo, si finisca ad offese, insulti ed alla fine si debba rimuovere i commenti o il contenuto vanificando tutti gli sforzi.

Conclusioni: si o no?

fakelikes

Queste tecniche vengono definite molto spesso tecniche da principianti, invece secondo me possono essere usate solo da esperti navigati: per quanto possano sembrare la via più corta, possono facilmente fare perdere il controllo della community e vanificare mesi di lavoro a chi non è molto abile nella comunicazione social-mediata (neologismo mio…forse) ed a chi non ha una dote particolare come moderatore. Bisogna essere molto bravi nel capire la psicologia di invidui e piccoli gruppi anticipando le possibili reazioni se non ci si vuole fare scappare di mano un flame o se non si vuole far scoprire che quei profili e quelle pagine “personali” che condividono quello che facciamo sono dei clamorosi Fake.

Il mio consiglio è: non usate queste tecniche a meno che non abbiate tutte le skills che ho elencato sopra, tanto tempo a disposizione, risorse per sistemare i danni, niente o poco da perdere. A me è sempre andata bene ma sono stato sfacciatamente fortunato!

P.S. ovviamente c’è chi monetizza “al contrario” cioè vendendo i mi piace, i profili fake, le condivisioni, il trolling ed il flaming…ma questa è un altra storia.

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Copywriting, Social Media, Public Speaking, Formazione, Business Development... tante cose da fare, tante cose di cui parlare, tante cose per la testa. E pensare da piccolo volevo fare l'archeologo...

2 Comments
  • StreamingFG
    15 Luglio 2015 at 15:42

    Ciao a tutti,

    Si, Fiverr è stata una grande idea.

    E per rispondere a quelli che dicono della VERSIONE ITALIANA… c’è, ed è nuovissima e ben fatta.

    Si chiama “OutCrisi.com”, io ci sono già registrato, e puoi portare altra gente guadagnando anche dagli amici che porti, infatti se vi scrivete da questo link mi fareste un piacere 🙂

    —> https://outcrisi.com/signup?ref=3

    Ciaoooooooooo

  • dott. Eugenio Flajani Galli
    10 Aprile 2017 at 18:34

    Condivido in pieno, a maggior ragione in quanto si tratta sicuramente di un problema di attualità, poichè nell’era 2.0 non è difficile imbattersi nei profili fake, arrivando anche a rischiare di essere truffati e raggirati. Purtroppo i media parlano (ancora) troppo poco di un argomento che, data la sua portata, meriterebbe una trattazione più approfondita: ecco perchè nel mio nuovo libro “#SEDUCISOCIAL – LA GUIDA COMPLETA A SITI E APP DI INCONTRI” ho dedicato un intero capitolo al fine di illustrare il fenomeno dei fake e come fronteggiarlo…ma anche come trarvi vantaggio. Infine nella mia guida a siti e app di incontri ho segnalato quali siti ed app presentano un maggior numero di fake: nell’eventualità vi imbattiate in altri siti ed app contenenti un numero elevato di fake vi prego di segnalarmelo di modo da poter aggiornare la lista delle app e dei siti interessati dal fenomeno dei fake. Perchè il primo nemico di un fake è proprio l’informazione.
    #fakeisfraud #stopfakeprofiles #informarexresistere

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