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[LA VERITÀ SU] Facebook Ads: 5 Errori Da Evitare Come La Peste (Parte 1)

Campagne sponsorizzate su Facebook, Pubblicità sulle Stories di Instagram, Carousel Advertising su LinkedIn, è difficile ormai trovare persone che non siano state vittime dell’enorme ecosistema pubblicitario dei Social Network.

Già da diversi anni Brand, Aziende e Personaggi Pubblici hanno imparato a sfruttare le potenzialità della rete per raggiungere migliaia e migliaia di persone con pochi click, non tutti, però, lo fanno in maniera corretta.

La famosa Infografica di We Are Social parla chiaro: in Italia circa 34 Milioni di persone sono su Facebook e nel mondo la cifra sale fino a due miliardi. Da questi dati capiamo bene quanto i Social Media (FB & Instagram, ma anche LinkedIn) possano regalare meravigliose soddisfazioni a chi desidera raggiungere milioni di persone con il proprio prodotto o servizio.

Il problema principale risiede nel primo approccio alla piattaforma pubblicitaria: quando uno strumento ti permette in pochi minuti di realizzare una campagna pubblicitaria, spesso è interesse dello stesso “facilitarti” il processo: aiutarti quindi ad abbattere le barriere che separano una iniziale incertezza all’esborso di denaro.

Una cosa a cui spesso non pensiamo, infatti, è come Facebook a volte semplifichi queste procedure per portare l’utente a spendere tanto budget, senza capire bene il come ed il perché.

Per comprendere ancora meglio questo concetto, immaginiamo che all’interno di questa piattaforma sia presente un “animaletto facilitatore”, pronto a convincerci che la creazione, la gestione e l’analisi di una campagna sia un gioco da ragazzi.

La verità in questo caso è semplice e spiazzante: impostare correttamente una campagna pubblicitaria richiede una strategia a monte, delle competenze di Marketing, delle competenze tecniche verticali sulla piattaforma e una conoscenza approfondita dell’ecosistema dei Social Network.

Non ci si può improvvisare esperti.

Ogni giorno su Facebook e Instagram si connettono milioni di persone che non sono li per comprare prodotti o servizi, sono li per svagarsi, il più delle volte con il cervello spento. Gli inserzionisti devono perciò comprendere quanto queste piattaforme non siano nativamente costruite per vendere. L’inserzionista sa bene infatti che sui Social Network non si vende, ma si fa comprare.

Fatte queste dovute premesse, lasciamo la fuffa a casa e immergiamoci nell’operatività: oggi voglio condividere quelli che secondo me sono i 5 maggiori errori che chi fa Ads ha compiuto almeno una volta nella vita (Sì, anche io).

1. Pannello Gestione Inserzioni: Chi l’ha Visto?

Partiamo dall’ABC, perché spesso, è meglio ripetere delle cose che darle per scontate.

Facebook ogni giorno, come un tenace e romantico Romeo, fa la corte a tutti gli amministratori di pagine, propinando inserzioni a portata di click: “Metti in Evidenza” ci dice, “Boost Now” se ci sentiamo particolarmente anglofoni.

Mettiamoci in testa una cosa, quello è il male, “Metti in Evidenza” è il male: per il vostro portafogli, per il vostro brand e per la vostra inserzione.

Attraverso quel semplice passaggio, senza accorgercene, limitiamo in maniera imbarazzante il nostro spazio di manovra: il sistema di Inserzioni di Facebook è una Ferrari e noi stiamo scegliendo di lanciare le nostre Ads con il Pandino.

Usando “Metti in Evidenza” ci priviamo della possibilità di targetizzare in maniera efficace il nostro pubblico, di scegliere un obiettivo specifico in linea con i risultati che vogliamo raggiungere, di impostare con precisione l’area geografica da colpire, il budget da usare e la possibilità di testare, in poche parole stiamo inconsciamente buttando soldi.

Ora che lo sapete, non siate masochisti, provate subito ad usare Gestione Inserzioni!

In questi casi, non c’è un momento ideale per iniziare ad usare e studiare una piattaforma, quello che consiglio è di farlo immediatamente!

2. A/B Test e Manutenzione delle Ads: prenditi cura del tuo giardino.

Disclaimer: no, non ho il pollice verde e non sono appassionato di botanica.

Trovo questo paragone particolarmente stimolante perché mi piace vedere le inserzioni come dei piccoli giardini virtuali: se non te ne prendi cura finiscono per essere inguardabili, e nessuno vuole un giardino inguardabile, no?

Chi fa pubblicità sui Social Network deve capire che non si tratta di una “One Time Operation”: non facciamo partire la campagna e ce ne dimentichiamo dopo dieci minuti. Le nostre Ads hanno una vita propria e gli inserzionisti devono monitorarne continuamente le performance per capire se una campagna ci sta dando i risultati aspettati, o se vale la pena fermarla per rivedere qualcosa.

Il processo di monitoring è fondamentale soprattutto in fase di A/B Test: pensiamoci un attimo, siamo stati mezz’ora a smanettare con la creatività per trovare quella che per noi è l’immagine perfetta, il Copy perfetto e la CTA perfetta. Avviamo l’inserzione sorridendo e puntiamo tutto il budget su un unico Adset: dopo pochi giorni scopriamo che i risultati sono ben al di sotto delle aspettative.

Com’è possibile? L’errore che abbiamo fatto è stato dare le cose per scontate: come possiamo giudicare una Ad perfetta se non la testiamo? Cerchiamo di non innamorarci della nostra stessa creatività.

Proviamo diverse immagini, diversi copy, non c’è bisogno di costruire mille varianti, ne possono bastare anche 2, facciamo partire la campagna e vediamo cosa performa meglio, spostiamo poi il budget sull’Ads che ci sta dando più risultati.

Questo è solo un esempio banale ma ci fa capire quanto un’attenzione costante verso le nostre campagne possa farci risparmiare budget e ottenere più risultati, a prescindere dal nostro obiettivo.

3. Pixel & Pubblici Personalizzati: #FacebookIntensifies

L’inserzionista spezzò il Pixel, rese grazia, lo diede ai suoi discepoli e disse: questo è il modo più potente per fare Facebook Ads, prendetelo e inseritelo all’interno del vostri Sito Web.

Per i lettori più neofiti ecco una piccola spiegazione: il Pixel è una stringa di codice generata da Facebook che consente al Social Network di tracciare tutte le persone che visitano il nostro portale o che effettuano una conversione: Acquisto, Iscrizione alla Newsletter, Aggiunta al Carrello, Visita alla Thank You Page.

Il Pixel può diventare il nostro migliore amico in quanto odia a morte le così dette Vanity Metrics (Likes, Commenti, Condivisioni), ovvero tutte quelle metriche che gonfiano il nostro ego digitale ma che non ci restituiscono un valore concreto monetario: a fine giornata i Likes non ci aiutano a pagare le bollette.

Il vero vantaggio del Pixel è quello di fornici una mappatura completa delle azioni concrete che stanno avvenendo sul nostro sito, direttamente collegate alla nostra campagna Facebook Ads: in poche parole, il ROI che otteniamo.

Con il Pixel possiamo facilmente avere la risposta a domande di questo tipo:

  • Quante persone che hanno cliccato sulla nostra inserzione hanno poi acquistato?
  • Quante hanno aggiunto al carrello un prodotto?
  • Quante hanno visitato la pagina di Checkout ma per qualche motivo se ne sono andate?

Tutti questi dati sono oro colato per gli inserzionisti, che possono corregge il tiro per portare gli utenti verso l’obiettivo desiderato. Ma non finisce qui: con la funzione Pubblici Personalizzati siamo in grado di costruire delle audience corrispondenti ad ogni nostro obiettivo: possiamo ad esempio targetizzare con precisione tutti gli utenti che hanno già acquistato – e che quindi sono a tutti gli effetti clienti – oppure costruire una campagna pensata appositamente per le persone che hanno abbandonato il carrello, fornendo loro uno sconto esclusivo su dei prodotti specifici.

Le possibilità per chi vende online sono veramente tantissime, non sfruttare le potenzialità del Pixel significa semplicemente lavorare con una benda sugli occhi, che alla lunga renderà i nostri sforzi vani e le nostre Ads cieche.

4. MioCugggino: il mito, la leggenda Evergreen.

Avete un blog, un sito vetrina, un e-commerce, un negozio retail e avete deciso, dopo aver visto un video di Marco Montemagno, che era il momento di investire nel Digital.

Prendete questa decisione e poi, improvvisamente, un lampo di genio.

Vi ricordate di quel vostro cugino tanto bravo al PC, il nerd della famiglia.

“Lui sicuramente ne saprà a palate di Social Network”.

Il giorno dopo lo chiamate, vi mettete d’accordo e gli lasciate pieno accesso ai vostri account.

Gli comunicate il budget, le campagne pubblicitarie partono, i risultati, però, non arrivano.

Passa un mese e decidete che i Social Network non sono l’arma necessaria alla vostra attività, anzi, vi hanno solo fatto sprecare denaro e probabilmente non li utilizzerete più.

FINE – ENDING CREDITS.

…Brividi, vero?

Il problema però esiste e lo stereotipo del CuggginoDigital è ancora vivo, il Mindset che ancora non è condiviso è quello di rendersi conto di aver bisogno di una figura professionale associata al Social Network.

Quando utilizziamo tutti giorni una piattaforma ci viene naturale pensare di saperla gestire e padroneggiare, questo porta alcuni imprenditori alla convinzione di poter fare tutto da soli.

Se da una parte il “fai da te” può creare danni, anche affidare la comunicazione e le campagne a terzi senza verificarne le competenze può essere catastrofico, bisogna avere le armi necessarie per comprendere l’autorevolezza di chi si ha davanti.

Una cosa è certa: se pensate che affidare il vostro Business ad un professionista possa farvi spendere troppi soldi, pensate a quanti ve ne potrà far sprecare affidarlo a una figura amatoriale.

Mindblowing.

5. Posizionamenti & Testo: Chi troppo vuole nulla stringe.

Forse qualcuno di voi leggendo questo articolo ha avuto la fantastica idea di aprire il pannello Gestione Inserzioni (Eddai, ve l’abbiamo anche linkato sopra…), avete scelto il vostro obiettivo e siete approdati nella fantastica scheda dei Posizionamenti.

posizionamenti facebook ads

Quello che vi siete trovati davanti assomiglia un po’ a questo: che sono tutte queste spunte? Questa sezione ci aiuta a scegliere i Luoghi dove effettivamente la nostra inserzioni verrà mostrata. Bene, voi penserete: Seleziono tutto, voglio che il mio messaggio arrivi in più posti possibili!

*Allarme* WRONG! *Allarme*

Il simpatico animaletto facilitatore (ricordate quello che abbiamo detto prima?) presente in Gestione Inserzioni tenta di aiutarci spuntando automaticamente la sezione “Posizionamenti Automatici”. Non contento aggiunge l’infame scritta “Scelta Consigliata” accanto.

Ecco, non credete a questa cosa.

Per quale motivo? Riflettiamo un secondo: non è detto che la nostra inserzione avrà buone performance in TUTTI i posizionamenti. Non scordiamoci inoltre che paghiamo ogni posizionamento e non è nostro interesse sprecare Budget, vero?

Parleremo più avanti e nel dettaglio di posizionamenti, ora quello che vi consiglio è di dare la precedenza alla posizione “Sezione Notizie – News Feed” di Facebook, rimuovendo tutto il resto (come nell’ immagine).

Con questa semplice azione saremo infatti sicuri di raggiungere le persone nel posto più popolato dell’intero Social Network: quello che scrolliamo continuamente come degli ossessionati.

Uno dei vantaggi della pubblicità su Facebook è quello di rendere il nostro messaggio parte integrante della piattaforma: le inserzioni si adattano in modo nativo, prendono quindi le sembianze del Social Network sulle quali si appoggiano, per questo riescono a non essere intrusive, anzi, da quanto dichiarato recentemente da Zuckerberg, gli utenti sono contenti di ricevere messaggi pubblicitari in linea con i loro interessi.

Un ultimo errore / consiglio riguarda l’immagine che scegliamo per la nostra pubblicità.

A Facebook stanno antipatiche le immagini con troppo testo: non possiamo far partire una campagna se la nostra inserzione possiede più del 20% di testo al suo interno. Anche se questa regola non è più esplicitata dal Social Network, l’inserzione partirà ma raggiungerà molte meno persone del previsto. Il risultato? Pochissimi risultati e costi alle stelle.

Abbiamo a disposizione tutto il Copy per convincere il nostro target, c’è veramente bisogno di scrivere tanto testo su un’immagine? No, e se ci pensiamo bene è anche un paradosso.

Usiamo le immagini per suscitare emozioni e sensazioni, per parlare con la nostra audience e farla rispecchiare nel messaggio che stiamo veicolando, inseriamo solo una piccola porzione di testo, non di più.

Per aiutarti a capire se la tua immagine supera il limite di testo consentito dalla piattaforma, usa questo semplice Tool, messo a disposizione da Facebook stesso.

Ovviamente questi sono solo un numero ristretto di errori che possiamo commettere utilizzando il sistema di inserzioni di Facebook, non temete però: la prossima settimana ne vedremo altri.

Nel frattempo cercate di applicare questi piccoli consigli sulla vostra attività.

CONSIGLIO BONUS: Se siete alle redini di un brand o di un’azienda allocate un Budget mensile fisso (anche piccolo, iniziate con poco e prendete confidenza) alla pubblicità sui Social, ma fate gestire il tutto da qualcuno che sappia il fatto suo.

A presto.

See ya!

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Social Media Manager, Musicista, Nerd appassionato di Tech, Psicologia e Bassotti. 14 anni fa ho scoperto Internet e sto cercando ancora di riprendermi.

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