
Toccata e fuga del Corriere Della Sera su Flickr
Dopo un giorno intero offline questa mattina apro il mio feedreader e tra i tanti post da leggere noto subito “Il Corriere Store sbarca su Flickr con gruppi e account” di Clickblog.
“Figo” mi viene da pensare e quindi vado subito a leggere l’articolo: da poco RCS ha dato vita a Corriere Store dove è possibile acquistare foto e stampe dell’archivio storico del quotidiano e a supporto di questa iniziativa ha deciso di creare una presenza su Flickr, un account per mostrare in anteprima le stampe che si possono acquistare e due gruppi, “Lifestyle” e “L’Italia vista con altri occhi”, dove chiunque può condividere le sue foto; leggo anche che è stato creato un banner liberamente utilizzabile da inserire nei commenti delle foto.
Sembra ben fatto e curioso clicco subito per andare a vedere, arrivo su Flickr e leggo l’avviso “Questo utente non è più attivo”. Impossibile…ci sarà un errore di connessione, faccio refresh ma niente, stessa cosa sui link dei gruppi. Torno al post di Clickblog e leggo il commento di una ragazza “Ieri ho aderito ma oggi è sparito tutto!!!”
Ancora non ci credo e quindi chiedo conferma a Google, tutto vero…l’account esisteva ed è stato disabilitato:
https://209.85.229.132/search?q=cache:https://www.flickr.com/photos/36003399@N03/
Stessa sorte per i gruppi dove gli utenti avevano cominciato a condividere le loro foto
https://209.85.229.132/search?q=cache:https://www.flickr.com/groups/cdss_italia_altri_occhi
https://209.85.229.132/search?q=cache:https://www.flickr.com/groups/cdsslifestyle/
Prima considerazione. Errore tattico
Può capitare che all’improvviso venga fuori un grave imprevisto che non avevi nemmeno immaginato, in questo caso non fuggire via fischiettando come se non fosse successo nulla ma metti in stand by l’iniziativa facendo presente a tutti che c’è un problema e che si è a lavoro per risolverlo in tempi brevi. Se proprio non è possibile allora spiega le ragioni per cui devi bloccare tutto e scusati con le persone che ti avevano dato subito fiducia.
Seconda considerazione. Errore strategico.
Per un’azienda “sbarcare” (come dicono tutti) sui social media è “facile” e a basso costo, questo però non vuol dire che si può improvvisare…bisogna avere una strategia e progettare tutto nei minimi particolari perchè se fai un cazzata a farti fare una brutta figura sarà il passaparola (potentissimo sul Web) e, dove non arriva il passaparola, ci pensa Google con la sua cache 😉
UPDATE – 15 marzo -> jose ha trovato questa discussione su un forum di Flickr: a quanto pare RCS Digital non ha controllato le linee guida di Flickr e c’è stata una violazione..
Enzo Santagata
13 Marzo 2009 at 12:53Bel post Domenico. L’avremo detto almeno 20 volte in un paio di mesi. Non è la tecnologia che ha un costo, ma la strategia.
Purtroppo l’unico aspetto che viene considerato economicamente valido è quello della produzione a scapito dell’ideazione. ne parlava proprio oggi Roldano su The Marketer .
https://www.themarketer.info/12-03-2009/quanto-vale-il-roi-della-propria-miopia/
Enzo Santagata
13 Marzo 2009 at 13:53Bel post Domenico. L’avremo detto almeno 20 volte in un paio di mesi. Non è la tecnologia che ha un costo, ma la strategia.
Purtroppo l’unico aspetto che viene considerato economicamente valido è quello della produzione a scapito dell’ideazione. ne parlava proprio oggi Roldano su The Marketer .
https://www.themarketer.info/12-03-2009/quanto-vale-il-roi-della-propria-miopia/
Luigi Grimaldi
13 Marzo 2009 at 14:58Assolutamente condivisibile e molto acuto. La mancanza di strategia nel settore dei social media, poi, si paga molto di più che nel mondo tradizionale. Il fatto è che anche grandi aziende cadono nel vizio del “tanto so da me come si deve fare” trasformandosi nei più improvvidi degli improvvisati.
Luigi Grimaldi
13 Marzo 2009 at 15:58Assolutamente condivisibile e molto acuto. La mancanza di strategia nel settore dei social media, poi, si paga molto di più che nel mondo tradizionale. Il fatto è che anche grandi aziende cadono nel vizio del “tanto so da me come si deve fare” trasformandosi nei più improvvidi degli improvvisati.
Patrizia Grandicelli
13 Marzo 2009 at 15:42quando un’iniziativa intelligente e innovativa riesce a superare i muri di gomma dei burocratosauri aziendali il giorno dopo arriva la “telefonata” e finisce tutto in pattumiera.
🙁
Patrizia Grandicelli
13 Marzo 2009 at 16:42quando un’iniziativa intelligente e innovativa riesce a superare i muri di gomma dei burocratosauri aziendali il giorno dopo arriva la “telefonata” e finisce tutto in pattumiera.
🙁
Domenico Nardone
13 Marzo 2009 at 17:18sconcertante. Difatti in questo caso la ritirata sembra proprio essere dovuta agli “sbalzi di umore” di qualche grande capo, non trovo altri problemi che possano aver cosigliato questa scelta.
Domenico Nardone
13 Marzo 2009 at 16:18sconcertante. Difatti in questo caso la ritirata sembra proprio essere dovuta agli “sbalzi di umore” di qualche grande capo, non trovo altri problemi che possano aver cosigliato questa scelta.