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Google+ ed engagement: meglio di Twitter?

Google+ è un grande sconosciuto. Negli ultimi tempi è stato definito e denigrato in diversi modi: c’è chi lo ha dipinto come il figlio viziato che papà Google vuole far diventare famoso a tutti i costi, c’è chi, come un giornalista del New York Times lo ha definito città fantasmae chi mette in evidenza come abbia appena un quarto degli utenti di Facebook e che mentre su quest’ultimo gli utenti passano in media sei ore al mese, su G+ ne passano circa sei, di minuti.

Nonostante molti c0ncordino con questa visione, Nate Elliot, della Forrester Research, autorevole compagnia indipendente dedicata alle analisi di mercato nel settore tecnologico, con uno studio su un campione di 60.000 adulti statunitensi ha rilevato una serie di dati che ribalteranno la visione della “città fantasma”:

Meanwhile-on-Google+

uno dei tanti meme che ironizzano su G+

  • Sui 60.000 intervistati il 22% ha dichiarato di aver un account G+ e di visitare il social regolarmente ogni mese
  • La stessa percentuale di persone è utente di Twitter, ed un numero minore invece usa Instagram, Linkedin o Pinterest, che a questo punto dovrebbero essere considerate città fantasma più di G+
  • Il 90% dei top brand ha più followers su G+ che su Twitter, e più che su Instagram, Pinterest e Youtube calcolati insieme.
  •  Il livello di interazione degli utenti con i Post su G+ è superiore a quello di Twitter e pari a quello di Facebook.

g+ engagment

Questo significa che G+ ha potenzialità ancora poco conosciute e spesso deliberatamente snobbate.

Si, forse sarà proprio perché è Google a voler spingere il suo social  network e sfidare l’egemonia di Facebook, e che su internet, se Google vuole, Google ottiene. Sicuramente, infatti, per tutti gli utenti di Gmail e di Google la facilità di interazione con G+ direttamente dalla casella di posta o dalla pagina di ricerca è impagabile nello spingere ad usare il social e ad interagire con i post.

E l’authorship sui contenuti con foto e profilo G+ che appaiono correlati ad un articolo sul motore di ricerca, è un must per il personal branding che ha portato molti addetti ai lavori del web a cercare di potenziare la loro presenza su G+.  G+ inoltre da accesso a servizi completi di comunicazione e condivisione, dalla chat alle videochiamate, ai famosi Hangout perfetti per videoconferenze, offrendo quindi gratis servizi che prima esistevano solo a pagamento.

Tutto questo sicuramente non basta ancora a sfidare Facebook senza una visione realmente innovativa ma allo stesso tempo user friendly del social network, ma spiega, in parte, i dati sugli utenti di G+ rispetto ad altri social network e sull’engagement dei post.

L’importanza di G+ per il marketing e per il business sta crescendo, e indipendemente dal fatto che forse Google stia forzando un poco la mano in barba agli interessi degli utenti sulla privacy (come per esempio aggiungendo la possibilità di accedere ai contatti mail delle persone che si seguono reciprocamente su G+: una manna per gli spammers ma anche per compagnie serie), va tenuto in considerazione.

 

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Copywriting, Social Media, Public Speaking, Formazione, Business Development... tante cose da fare, tante cose di cui parlare, tante cose per la testa. E pensare da piccolo volevo fare l'archeologo...

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