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Ultime tendenze dell’algoritmo Instagram (fine 2025) e come sfruttarle davvero

Ultime tendenze dell’algoritmo Instagram (fine 2025) e come sfruttarle davvero

Negli ultimi mesi Instagram sta facendo due cose, in parallelo, molto chiare:

  1. Spinge ancora di più la “discovery” (Reels, Esplora, consigliati), ma con una regola nuova: premiare l’originalità e ridurre la visibilità di chi ripubblica in modo seriale.
  2. Rende l’esperienza più “umana” e più controllabile, anche dal lato utente: da pochi giorni, per esempio, sta introducendo “Your Algorithm”, una funzione che mostra i temi che l’app pensa ti interessino e ti lascia aggiungere/togliere argomenti per guidare cosa vedi nei Reels.

Se metti insieme questi due segnali, la direzione è chiara: meno contenuti “da blog” impersonali e più contenuti con un punto di vista, una storia, una persona riconoscibile. È lo stesso filone che molti creator e strategist americani stanno ripetendo in queste settimane: “la piattaforma sta tornando ai contenuti basati sull’uomo”, e i formati che performano meglio lo fanno tramite narrazione + riconoscibilità.

Di seguito trovi una guida pratica (con esempi semplici) per aggiornare la tua strategia in base alle tendenze più attuali.

1) Prima verità: Instagram non ha un solo algoritmo (e devi ragionare “a superfici”)

Instagram usa sistemi diversi per Feed, Stories, Reels ed Esplora. Cambia cosa viene “premiato” e cambia l’obiettivo di ciascuna area.

Tradotto in modo operativo:

  • Reels / Esplora → scoperta (nuove persone)
  • Feed → distribuzione mista (follower + consigliati)
  • Stories → relazione e fidelizzazione (quasi sempre con chi ti segue già)

Su Stories, in particolare, il punto è importante: diverse analisi che riportano interventi di Mosseri indicano che le Stories non sono progettate per la discovery, ma per mantenere il legame con chi è già “caldo”.

Esempio concreto

Se sei una palestra:

  • Reels: “3 errori comuni che ti bloccano sullo squat” (scoperta)
  • Feed: carosello “Il mio metodo in 4 step per tornare ad allenarti in 20 minuti” (posizionamento)
  • Stories: backstage + sondaggi + domande (relazione e DM)

2) Le metriche che contano davvero nel 2025: watch time, like, invii (DM)

Un passaggio utile (ripreso da varie fonti che citano la serie di video di Adam Mosseri) è questo: i segnali “pesanti” per il ranking includono tempo di visione, like e invii (condivisioni via DM).

E c’è una sfumatura che cambia il modo di progettare i contenuti:

  • per la connected reach (chi ti segue) contano relativamente di più i like
  • per la unconnected reach (nuove persone) contano relativamente di più gli invii

Esempio semplice

Se fai un Reel “educativo” ma nessuno lo manda a un amico, Instagram riceve un messaggio implicito: “ok, utile… ma non così utile da condividerlo”.

Quindi il trucco non è “fare contenuti virali”. È creare contenuti che qualcuno pensa:

  • lo mando a Marco perché è esattamente lui”“
  • lo salvo perché mi serve”“
  • lo rivedo perché è chiaro / breve / ben montato”

3) Trend macro: l’era del contenuto “umano”, personale e basato su storie

Uno dei pattern più ripetuti nei contenuti americani su Instagram in questo periodo è: funziona ciò che sembra una conversazione, non ciò che sembra un manuale.

Questo non significa “parlare di te a caso”. Significa:

  • mettere la tua esperienza come prova
  • usare micro-storie (1 minuto di realtà) invece di “10 consigli generici”
  • far capire subito: perché dovrei ascoltare te?

Esempio “da blog” vs “da 2025”

Prima (stile blog): “Come creare un piano editoriale”
Ora (stile umano): “Come ho smesso di odiare Instagram creando un piano editoriale da 20 minuti (e cosa ho tagliato)”

Il contenuto è lo stesso, ma cambia la percezione: autorità + relazione.

4) Due modi pratici per aggiornare la strategia (senza tirare a indovinare)

A) Audit rapido con la barra di ricerca (reverse engineering dalla nicchia)

Vai su Esplora, cerca le keyword principali della tua nicchia e guarda i Reels top: quali temi trattano, quale formato usano (talking head, green screen, B-roll), e soprattutto che testo c’è nei primi 3 secondi.

Mini-checklist:

  • Il Reel risponde a una domanda precisa o è vago?
  • C’è un “momento wow” entro 5–7 secondi?
  • Il testo a schermo è leggibile e “parla” a una persona specifica?

B) Instagram Insights: smettere di viverli come un giudizio

Non guardare gli Insights per “sentirti bravo” o “sentirti scarso”. Guardali come indizi: quali argomenti, formati e aperture funzionano davvero sul tuo pubblico.

3 numeri che dovresti segnarti ogni settimana:

  • watch time medio (Reels)
  • like per reach (quanto piaci a chi già ti conosce)
  • invii per reach (quanto sei “condivisibile” verso nuovi pubblici)

5) Sei leve per perfezionare il tuo mix di contenuti (con esempi pronti)

1) Contenuti “attrazione” (più larghi della nicchia, più riconoscibili)

È quel contenuto che fa dire: “questa persona mi piace / mi capisce”.

Esempio per un nutrizionista:

  • “La mia spesa ‘anti-caos’ del lunedì: 7 cose fisse (e perché)”

2) Call-out + trend “Caro algoritmo”

Funziona perché chi guarda si sente chiamato in causa in modo specifico.

Template (pronto da copiare):

“Caro algoritmo, manda questo video a ogni [identità] che sta lottando con [problema].”

Esempio per una scuola/corso:

“Caro algoritmo, manda questo video a ogni ragazza/o che vuole lavorare nel 3D ma pensa di essere ‘in ritardo’.”

3) Caroselli “camera roll” (meno slide accademiche, più storia + foto vere)

I caroselli stanno performando bene quando diventano “mini-diari con valore”: foto reali + 2–3 frasi per slide + un punto di vista.

Esempio per e-commerce food:

  • Slide 1: foto in cucina → “Il mio errore più costoso quando ho lanciato un prodotto”
  • Slide 2–6: cosa hai cambiato (micro-lezioni)
  • Ultima: “Se vuoi, commenta RICETTA e te la mando in DM”

4) POV Reels (Point of View) fatti bene

Formula semplice: “Sei un [identità] e trovi [soluzione]”.

Esempio per un brand beauty:

“Se sei sempre di corsa e odi il trucco ‘pesante’, trovi questa routine da 3 minuti.”

5) Contenuti seriali (serie ricorrenti = abitudine)

Le serie creano ritorno sul profilo: le persone non “capitano” su di te, ti cercano. E Instagram sta spingendo la fruizione continua collegando contenuti correlati.

Esempi serie facili:

  • “1 minuto di dietro le quinte” (ogni martedì)
  • “3 errori che vedo sempre” (ogni giovedì)
  • “Cosa rifarei da zero” (ogni domenica)

6) Broadcast Channels (tra feed e newsletter)

I Broadcast Channels sono un modo per creare traffico di ritorno e parlare ai follower più motivati (con poll, prompt, aggiornamenti). Anche molte aziende stanno sperimentando il formato come “canale VIP”.

Uso intelligente:

  • non ripostare tutto
  • manda “micro-esclusive”: backstage, early access, reminder, checklist
  • 1–3 messaggi a settimana, sempre con una promessa chiara (es. “ogni venerdì: 3 idee Reel pronte”)

6) Tre upgrade “da algoritmo” che alzano le performance subito

A) Hook “incentrati su di me” (me-centric) invece di “how-to generici”

Non è egoismo: è autorevolezza basata su esperienza.

Template:

  • “Come ho ottenuto X da [Y]”
  • “La cosa che nessuno ti dice su X (e che ho imparato facendo Y)”

B) Mid-reel hook: riaccendi la curiosità a metà

Molti Reels partono bene e poi “si siedono”. Inserisci un gancio a metà: “tra poco ti dico la parte più importante”, oppure “la #3 è quella che cambia tutto”. Questo serve a proteggere il watch time.

C) Reverse engineering + AI (senza copiare)

Screenshot di un contenuto che ti ha fermato lo scroll, poi chiedi a un’AI: “perché funziona?”. L’obiettivo è estrarre la leva psicologica (curiosità, appartenenza, contrasto, sorpresa) e riscriverla con il tuo tema.

7) Originalità: Instagram sta punendo i “repost seriali” (ma non i repost “social”)

Dal 2024 Instagram ha annunciato modifiche importanti sulle raccomandazioni: ridurre la visibilità degli account aggregatori e, quando possibile, mostrare l’originale al posto del repost nelle superfici consigliate.

Attenzione però: “repost” non significa sempre “male”. Nel 2025 Instagram ha anche introdotto funzioni che rendono il repost più “nativo” e tracciabile (un po’ come su TikTok), con tab dedicata.

Regola pratica:

  • se ripubblichi, fallo raramente e aggiungi contesto reale (commento, analisi, esperienza, aggiornamento)
  • se invece crei contenuti originali (anche semplici, girati col telefono), sei allineato alla direzione attuale della piattaforma

8) “Your Algorithm”: cosa cambia per chi crea contenuti (e come sfruttarlo)

Con “Your Algorithm” (rilascio dal 10 dicembre 2025 negli USA, rollout più ampio in inglese annunciato) Instagram sta mostrando agli utenti i temi che guidano le raccomandazioni e permette di modificarli.

instagram tuo algortimo your algorithmPer te creator/brand significa una cosa molto pratica: i tuoi contenuti devono essere “classificabili”.

Come rendere un contenuto più “classificabile”

  • Testo a schermo chiaro: “Allenamento a casa”, “Meal prep”, “Marketing per estetica”, “3D modeling”
  • Parole coerenti in caption (non romanzi, ma keyword naturali)
  • Serie coerenti (tema ripetuto = tema più riconoscibile)

Non è magia: è semplicemente aiutare il sistema (e le persone) a capire di cosa parli in 1 secondo.

9) Un mini-piano da 14 giorni per “accordarti” all’algoritmo 2025

Giorni 1–2: audit di nicchia (Esplora + keyword + 20 Reels top)
Giorni 3–7: pubblica 4 contenuti:

  • 2 Reels (uno call-out “caro-algoritmo”, uno how-to me-centric)
  • 1 carosello camera roll
  • 1 Stories day con sondaggi + domanda (obiettivo: DM)

Giorni 8–10: crea una micro-serie (3 episodi) e rendila riconoscibile (titolo fisso + promessa) 
Giorni 11–14: controlla Insights: watch time, like/reach, invii/reach e raddoppia ciò che ha portato invii (non solo like).

Idee di esempi “facili” per tre settori diversi

1) Personal brand / consulenza

  • Reel: “Come ho trovato clienti senza fare 30 call (errore → soluzione)”
  • Carosello: 7 screenshot “prima/dopo” (non risultati finti: processo, routine, scelte)

2) E-commerce / prodotto

  • POV Reel: “Se sei stanco di X, trovi Y”
  • Reel storytelling: “Perché abbiamo cambiato l’ingrediente Z (e cosa è successo)”

3) Formazione / scuola

  • Call-out: “Caro algoritmo, manda questo a chi vuole cambiare carriera ma non sa da dove partire”
  • Serie: “1 strumento al giorno” (14 episodi = binge facile)

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Nel 2009 crea Socialmediamarketing.it. Web marketing manager, con passione per SEO, Social e Google Ads. Formatore aziendale. Laureato in comunicazione nel 2006 con tesi sullo User generated advertising. Si occupa di consulenza social e web marketing per aziende e onlus.

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